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Final Eight/1, le big non falliscono: Treviso e Roma in semifinale. Due minuti da grande per Barbante

barbante

Domani alle 18 la prima semifinale tra Roma e Bologna.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Si parte, in attesa del pubblico bolognese e fermano: del resto, giocare alle 14 non è esattamente un richiamo. Ma il programma è intenso, le gare si succedono ogni due ore. Chi non manca all’apertura delle Final Eight di A2 al PalaSavelli sono i personaggi del mondo del basket, con il super parterre a bordo campo in cui si siedono leggende del basket italiano: da coach Tanjevic ai bomber Myers e Boni. Immancabile il presidente Fip Gianni Petrucci, che come sente la parola Italia abbinata al basket ritrova il sorriso. Tanti anche gli allenatori che queste finali devono guardarle da spettatori: l’ex Poderosa Ceccarelli, lo jesino Cagnazzo, Martellossi di Udine e Giancarlo Sacco, il mister Wolf del basket, visto che viene chiamato di solito a salvare chi si trova disperatamente in fondo alle classifiche. Carino il play ground esterno, pronto a sfornare panini il truckfood Noatri, ma la birra va bevuta fuori mentre nel leggendario PalaDozza non solo te la gusti seduto, ma la compri proprio al bar. Il clima è sereno, il sorriso esplode quando al termine della seconda partita l’ex Poderosa, il veregrense doc Simone Barbante, entrato in campo a due minuti dalla fine, segna 5 punti consecutivi, con tanto di tripla e i tifosi trevigiani gli dedicano un coro: "Barbante paga da bere, Barbante paga da bere”.  

Il primo match era il più atteso. Da un lato Roma, dall’altro l’ambiziosa Verona. Ma è quasi impossibile giudicare i gialloblù di coach Dalmonte. Verona praticamente non entra in campo e tolte due triple di Dieng che nei primi minuti la tengono in partita, non produce che palle perse e ferri scheggiati. Non che Roma debba far vedere più di tanto, anche perché Sims fa esattamente quello che vuole sotto il tabellone veronese. Il 46-27 parla da solo e riassume i 20 minuti di dominio capitolino. Dal Monte può solo sperare che la squadra non avesse voglia di giocare la coppa e che da domenica cambino marcia. L’ultimo periodo, vinto dai veronesi per 20 a 10, riduce il distacco, comunque siderale che Roma ha costruito con la verve di Moore e la precisione di Prandin (77-60).

Domani alle 18 la capolista del girone Ovest se la vedrà contro Bologna, che ha passeggiato con Biella. Partita vera all’inizio quella tra la squadra di Max Menetti e la coriacea Latina. Ma la differenza tecnica tra le due squadre emerge minuto dopo minuto. Basterebbero un paio di giocate di David Logan, il rinforzo che deve portare Treviso in serie A, a spiegare il risultato finale (100-78). Ma sarebbe ingeneroso per i compagni dell’americano. Chiedere a Tavernelli, capitano e play di Latina, cosa significhi avere Uglietti alle calcagna. Al 20’ il +17 di Treviso è più che meritato. Menetti si può permettere di ruotare gli uomini, dando lunghi minuti in panchina Lombari e Tessitori, senza mai perdere la concentrazione.

Prime due gare con poco spettacolo, ma ideali per chi deve rigiocare domani alle 18. Poca fatica, buon allenamento agonistico e il desiderio, per Treviso e Roma, di capire chi sia la più forte anche in vista della volata play off, se Roma dovesse vedersi sfilare il primo ambito posto a fine stagione da Rieti o Capo d’Orlando. 

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