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Il trionfo di Pancotto: 'La Fortitudo andrà in A, ma la Poderosa in fiducia può tutto'

pancodino

La prima difficoltà è stato reggere l’urto della Fortitudo, i suoi 25 punti inziali. Ma su questo il coach aveva preparato la partita: “Nelle ultime gare la Fortitudo segnava molto nel primo tempo e meno nel secondo.

di Raffaele Vitali

BOLOGNA – “La Fortitudo è la squadra che andrà in serie A”. Cesare Pancotto, l’uomo dei miracoli che ha guidato la Poderosa alla vittoria in casa della prima della classe, non cambia gli obiettivi della sua squadra e neppure quelli di chi, con un pubblico incredibile, è destinata ad altri palcoscenici. Ma intanto, al PalaDozza a fare festa sono stati i gialloblù. L’invasione di campo finale di Ronny Bigioni, l’abbraccio con il patron Dino Bigioni hanno reso questa vittoria diversa dalle altre.

La vittoria rende onore ai miei giocatori che ringrazio anche con commozione. A parte Treier, Amoroso ha avuto una nottata brutta. Traini e Palermo si sono messi le scarpe e hanno giocato, nonostante tutto”. E che partita che hanno fatto. “Di altissima qualità e di grande punteggio. E noi non siamo accreditati di grande attacco, ma abbiamo avuto fiducia”.

La prima difficoltà è stato reggere l’urto della Fortitudo, i suoi 25 punti inziali. Ma su questo il coach aveva preparato la partita: “Nelle ultime gare la Fortitudo segnava molto nel primo tempo e meno nel secondo. Ho chiesto fiducia. E la squadra ha risposto nel modo migliore e la difesa migliore l’abbiamo fatta nel supplementare”.

Un punto per lui non cambia mai: “Noi siamo ospiti di questa posizione in classifica”. Ospiti, di diritto. Soprattutto se il coach indovina ogni mossa, inclusa la gestione degli uomini e dei falli, vedi Amoroso che a 7’ dalla fine fa il quarto fallo eppure resta in campo: “Amoroso per noi è l’uomo che dà sicurezza agli altri e lui ha risposto alla grande dopo le difficoltà. Ma preferisco sottolineare sei giocatori in doppia cifra, tanti giovani italiani che hanno contribuito alla vittoria. Lui è l’emblema. Ma devo parlare di Corbett, che ha un talento incredibile”.

L’ultimo tiro doveva essere la sua tripla? “Abbiamo chiesto un tiro da tre per vincere e Corbett non ha esitato: ha preso la palla e ha segnato”. Certo, sperava di vincerla prima: “Sul più tre a pochi secondi dalla fine del quarto periodo avevo chiesto di fare fallo se avessimo segnato un solo libero, come avvenuto. Lì c’è stata l’inesperienza e anche sfortuna perché uno è scivolato. Ma questo dimostra che il coach dà le indicazioni, ma chi vince le partite è il giocatore”. Bella vittoria che non fa cambiare gli obiettivi? “Non ho mai pensato al primo posto. Nessuno in questa società, noi scendiamo in campo per giocare meglio dell’avversario. Noi siamo partiti con il sogno dei play off e oggi simo dentro e ci giocheremo ogni possesso”.

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