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Profumo di serie A: la Poderosa colora di gialloblù il regno della Fortitudo

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Meraviglia della pallacanestro, dove Amoroso dimenticherà in fretta quel tiro libero sbagliato a 8 secondi dalla fine del tempo regolamentare che avrebbe significato partita finita. Ma lo spettacolo di questo sport è proprio nel dare seconde chance.

di Raffaele Vitali

BOLOGNA – E ora, coach Cesare Pancotto, hai un nuovo compito: portare la Poderosa in serie A. Almeno per un paio d'ore lasciamo sognare Montegranaro e Porto San Giorgio.  L’incredibile è diventato reale: la Xl Extralight ha espugnato il PalaDozza dopo un supplementare. Fino alla tripla di Corbett a 20 secondi dalla fine, l’articolo sarebbe stato questo: chi va in serie A sa segnare la tripla che manda al supplementare (95-95). Chi spera di andarci in futuro imparerà che a 8 secondi dalla fine sul +3 si fa un fallo. Chi va in serie A ha 6mila persone che urlano dal primo all’ultimo minuto. Chi ci proverà ancora ha un pubblico che sta crescendo e ha avuto la forza di farsi sentire dentro il PalaDozza. Chi va in serie A fa alzare dalla panchina giocatori con anni di esperienza nelle massime serie. Chi spera di andarci ammira la prestazione incredibile di ragazzetti come Mastellari e Testa. La prima è la Fortitudo, che era convita di aver vinto una partita meravigliosa, la seconda è la Poderosa che ha giocato in modo incredibile dovendo rinunciare al totem Simmons nel supplementare.

Ma invece, poi accade l’incredibile e così la Poderosa riapre il campionato, anche se la Fortitudo mantiene due punti di vantaggio e lo scontro diretto a favore. Lo riapre perché nel supplementare è capace di segnare 11 punti, ma soprattutto due triple con il suo miglior giocatore, Corbett, nell’ultimo minuto. Poi, la beffa per la Fortitudo, la sua partita e il sogno di una promozione anticipata, finisce con la palla che si ferma nelle mani di Rosselli, chiuso da tre gialloblù, ovvero nelle mani del miglior in campo, quello che da solo aveva riaperto il match segnando gli ultimi sette punti della Fortitudo guadagnando un supplementare insperato, visto che a 22 secondi dalla fine la Poderosa conduceva di quattro (88-92).

Meraviglia della pallacanestro, dove Amoroso dimenticherà in fretta quel tiro libero sbagliato a 8 secondi dalla fine del tempo regolamentare che avrebbe significato partita finita. Ma lo spettacolo di questo sport è proprio nel dare seconde chance e poter giocare un supplementare al PalaDozza, vincendolo all’ultima azione fa della Poderosa una grande squadra. “Loro i favoriti, noi la sorpresa” aveva detto Pancotto in presentazione. Da oggi la ‘sorpresa’ è finita. Questa squadra è forte, non molla mai e sa sempre rientrare e vincere (12esima vittoria consecutiva). Chiudere ogni quarto a poca distanza, tolto il primo dove la Fortitudo aveva tenuto percentuali incredibili, è il segnale di chi non trema, di chi non si fa prendere dalla paura, di chi, anche perdendo qualche pallone di troppo, poi trova la concentrazione per fare due passaggi consecutivi Traini nell’angolo.

Sognare da oggi si può. C’è la Coppa Italia nel prossimo we, che la Poderosa non giocherà più da sorpresa e poi tutti a Treviso, per il match che vale, quantomeno, il secondo posto in classifica. Può tutto Corbett, può tutto una squadra che fa alzare Testa dalla panchina e lui segna da tre punti nel momento più caldo del match. E può tutto una squadra capace di alternare le giocate di Traini alla mano ferma di Palermo in lunetta. Gruppo granitico con un leader indiscusso: Cesare Pancotto, il coach dei time out puntuali che non ha paura a tenere Amoroso in campo con 4 falli quando mancano ancora 7 minuti.

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