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Amoroso direttore d'orchestra: la nona sinfonia della Poderosa lascia Forlì in una Valli di lacrime

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Tornando al match, la partita si è decisa già a fine primo quarto quando i ‘panchinari’ hanno segnato dieci punti consecutivi, non concedendone neppure uno a Lawson e Giachetti.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Perfetta, al limite della perfidia la Poderosa di coach Pancotto. Domina, poi quasi a giocare al gatto col topo si rilassa e fa rientrare in partita Forlì. E quando i romagnoli cominciano a credere che con un po’ più di difesa avrebbero potuto cambiare inerzia al match, la Poderosa alza il freno dall’acceleratore e schiaccia Forlì rimandandola nella sua ‘Valli’ di lacrime. Suona la nona sinfonia di Amoroso. È davvero un’orchestra questa Poderosa, che ha qualche primo violino, ma alla fine è l’ensemble che diventa immarcabile (84-72 il finale).

Certo, in campo ci sono delle coppie che ormai dimostrano un’intesa degna di un lungo matrimonio: i giochi a due tra Petrovic e Traini sono uno spot per la pallacanestro. Il pivot bonsai in un’intervista, qualche giorno fa, con il sorriso spavaldo aveva detto ‘mi è mancato il tiro da tre’ dopo un’ottima prestazione. Per lui, quel tiro significa poter essere considerato un 4 e non solo il cambio dell’immenso Simmons. Forlì è stata l’avversaria perfetta per mettere in mostra anche la mano educata: due triple che unite a una serie di pick&roll hanno fatto impazzire coach Valli. L’asse play pivot di riserva è uno dei tasselli di una squadra che comincia davvero a far paura agli avversari.

Tornando al match, la partita si è decisa già a fine primo quarto quando i ‘panchinari’ hanno segnato dieci punti consecutivi, non concedendone neppure uno a Lawson e Giachetti. Il break che ha fatto capire alla poderosa che la partita la poteva perdere solo volendo (26-11). Il compito di Pancotto è stato quello di evitare le pause, un 8-0 di Forlì aveva fatto preoccupare il pubblico vestito a festa per la diretta televisiva, ma proprio nell’unico momento di difficoltà c’è stato il flash di Corbett.

Una squadra serena fa canestro, anche da tre punti. Dopo tre quarti la percentuale dalla lunga distanza era siderale: 64%. Ha segnato Testa, ha segnato Negri, ha segnato Palermo e un paio difficili le ha messe Amoroso. Le più belle sono nate dopo una grande circolazione di palla, necessaria vista la difesa con raddoppi di Valli. Che ha chiesto molto ai suoi, forse troppo visto la schiacciata subita da Corbett che con una finta e uno scatto ha fatto saltare tutta la linea Maginot del coach che ora deve digerire la terza sconfitta consecutiva.

Il finale di partita è utile a Simmons pe ribadire a tutta Italia perché dalle sue parti ‘non si passa’ La Poderosa si gode la vittoria televisiva e Pancotto, visto lo spettacolo offerto, cercherà di dimenticare qualche palla persa di troppo che trasforma il +20 in +10, pensando a quei due minuti finali in cui Simmons, il silente pivot che non chiede ma trasforma in oro tutto quel che tocca, praticamente gioca da solo ribadendo che se vuole lui c’è, sempre.

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