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Lassù dove volano le aquile e Simmons: 'Non è solo un dono, mi alleno. Stoppare richiede intelligenza'

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Intervista al pivot, dopo un po' di tiri nel campetto dello chalet Duilio dove prende un rimbalzo dietro l’altro e passa la palla a un baby cestista tifoso che voleva conoscerlo.

PORTO SAN GIORGIO – Il ‘signore degli anelli’ si ferma a giocare con un bambino nel campetto gialloblù realizzato dalla Poderosa Montegranaro insieme con lo chalet Duilio di Porto San Giorgio. Prende un rimbalzo dietro l’altro e gli ripassa la palla e con un super sorriso accompagna ogni canestro del baby cestista.

Vince la Poderosa, anche dopo un supplementare, come fa?

“Abbiamo giocato una gara molto dura contro Ferrara. Ogni partita è tosta, ancora di più quando si giocano tre partite in sette giorni, ma noi sappiamo sempre cosa fare. E alla fine abbiamo vinto”.

Come si supera una gara contro giocatori molto forti fisicamente?

“Noi possiamo giocare bene anche in questi momenti, abbiamo il fisico e la velocità per affrontare ogni avversario. I nostri avversari provano a fermare il nostro contropiede, cercano di rallentare i ritmi ma noi siamo preparati anche a questo”.

E domenica vetrina tv conto Forlì alle 12 al PalaSavelli, pronto?

“Cosa mi aspetto? Forlì è una bella squadra, all’andata è stata una sfida punto a punto, quindi noi dovremmo essere concentrati, il coach sta lavorando molto su questo aspetto, e chiudere al meglio questa lunga settimana”.

La Poderosa sta tirando male da tre e Forlì concede molto da due, la chiave del match è in area?

“Non tiriamo bene, è vero. Ma abbiamo tiratori e prendiamo buoni tiri, ma non entrano. Giocare dentro è importante, perché poi subiamo falli, andiamo in lunetta e possiamo anche aprire il tiro delle nostre guardie”.

Come si fa a stare sempre sopra il ferro?

“Domanda difficile. Dio mi ha dato questo dono e lo sfrutto come meglio riesco”.

Miglior tiratore da due della squadra e miglior rimbalzista, come giudica la sua stagione?

“Non è qualcosa che mi sorprende. Da otto anni faccio quello che devo e faccio quello che il coach mi ha chiesto di fare”.

Lei è un grande stoppatore, dono di natura?

“Non è solo un dono legato all’atletismo, c’è l’allenamento. Il tempo del salto e il momento sono importanti, la stoppata è una giocata d’intelligenza. Spesso vedo giocatori che vengono verso di me e già so che non hanno speranza di fare canestro, ma ci provano lo stesso”.

Poderosa seconda, ma è Treviso la vera candidata al ruolo di anti Fortitudo?

“Noi abbiamo una squadra che può giocarsela anche contro Bologna. Il modo in cui noi giochiamo è ottimo, la riprova è venuto dalle ultime partite. Abbiamo un basket semplice e vincente”.

Da poco sua moglie è arrivata in Italia con suo figlio, come è la vita da padre?

“La amo, ma si dorme poco. Sono felice, è bellissimo, il dormire poco è un piccolo sacrificio. Certo, poi cerco sempre di dormire 20 minuti appena posso. Ma avere una famiglia dietro le spalle è qualcosa che aiuta il lavoro, avere qui mia moglie e mio figlio mi fa stare tranquillo anche in campo”.

Ultima cosa, ma come vede la trade nella Nba che riguarda i Lakers del suo Lebron James?

“Ci sarebbe tato da dire, la Nba è davvero un mondo a parte che sta cambiando alcune sue caratteristiche. Prima c’era un controllo maggiore sul dove far giocare i campioni. Io adoro Lebron, vorrei che giocasse con Antony Davis, è il solo modo per poter pensare di impensierire Golden State. I Warriors sono troppo forti, se non cambia qualcosa potrebbero vincere per altri cinque anni, ma sai che noia”.

Raffaele Vitali

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