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Traini, la mosca impazzita che fa decollare la Poderosa: showtime e secondo posto

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Chiaro che avere Simmons in formato deluxe diventa il bonus che ogni allenatore vorrebbe. Trovatelo un altro pivot capace di trasformare il lob di Traini a più o meno 4 metri di altezza in uno schiaccione volante che ricaccia indietro l’indomita Udine di coach Martelossi.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - Piccolo e rapido, una specie di mosca che ti ronza attorno e non sai mai se andrà a schiantarsi contro la finestra o passerà in mezzo leggiadra. Ecco Andrea Traini, il play di scorta della Poderosa che se in giornata cambia il corso alle partite più difficili. E così è stato. In un amen la Poderosa passa dal 43-44 del terzo periodo, simbolo del momento più buio che Pancotto ha spezzato prendendosi un tecnico, al 58-48 dopo due minuti di quarto periodo. Una fiammata frutto del talento di Corbett, del ritmo di Traini, della voglia di Mastellari, che poi si fa ingolosire e forza, e della grinta di Petrovic. Chiaro che avere Simmons in formato deluxe diventa il bonus che ogni allenatore vorrebbe. Trovatelo un altro pivot capace di trasformare il lob di Traini a più o meno 4 metri di altezza in uno schiaccione volante che ricaccia indietro l’indomita Udine di coach Martelossi, chiamato per rivitalizzare una corazzata rimasta senza benzina. Meno di cinque minuti alla fine quando l’americano schiaccia le speranze bianconere. Anche perché l’azione dopo il capitano gialloblù si ricorda di essere immarcabile se prende la riga di fondo e segna (64-58).

È questa la Poderosa, è Traini che ruba palla a Penna e subisce fallo antisportivo, è Testa che entra in quintetto e in un minuto prende due rimbalzi in attacco, è Cesare Pancotto che con cinque minuti da giocare quando Amoroso commette il suo quarto fallo, mentre il vice Vanoncini glielo ricorda, decide di lasciarlo in campo dando al capitano quel pizzico di forza in più per segnare quattro punti consecutivi.

Squadra vera, che se imparerà a chiudere le partite un po’ prima, sul più dieci dopo aver inseguito a lungo lascia qualche canestro di troppo al fortissimo Cortese, diventerà davvero la mina vagante dei play off, soprattutto per Treviso, soprassata dai gialloblù in classifica, che perdendo a Bologna la gara di mezzogiorno ha salutato la promozione diretta con una decina di giornate di anticipo.

Tornando al match, il primo quarto è stato gradevole. Tanto fisico, molti contatti e percentuali basse. Da dimenticare come spettacolo il secondo periodo, dove il ferro è stato il vero protagonista ma non è calata l'intensità. Ma siccome c’è anche talento nelle due squadre, delle belle giocate i duemila del PalaSavelli se le riportano a casa con gli occhi lucidi. Corbett ancora una volta ha spiegato la pallacanestro agli avversari, che hanno provato ad alternarsi su di lui ma non hanno raccolto che palloni dalla retina.

Dopo il break costruito tra fine terzo e inizio quarto periodo, la Poderosa non ha più perso il controllo del match e anzi ha mandato un messaggio alle avversarie: anche se fatica, vince sempre (76-65) e addirittura alla fine convince pure. Anche senza Treier, anche con un Negri al rientro e fuori ritmo, anche quando Amoroso litiga con il canestro per 35’ ma poi trova un paio di perle che fanno impazzire coach Martelossi. (FOTO MATTIA MARINANGELI)

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