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Poderosa senza limiti. Pancotto: 'Ogni giocatore si sacrifica'. Mastellari: 'Vince il gruppo'

amoliberi

Poi l’analisi della partita, iniziata con molte difficoltà e svantaggi da recuperare. «Ne abbiamo recuperati e costruiti anche noi, ma è stato negli ultimi 5 minuti che abbiamo davvero giocato alla grande».

di Chiara Morini

PORTO SAN GIORGIO - La forza dei singoli che giocano per il gruppo: la Poderosa sta migliorando e questo rende contento coach Pancotto che fa i complimenti ai suoi giocatori. «La squadra ha saputo interpretare nel migliore dei modi il momento che stiamo vivendo» le prime parole di coach Pancotto in sala stampa, dopo la partita vinta con Ravenna. «Ogni giocatore ha saputo fare i giusti sacrifici nel momento opportuno – prosegue Pancotto – faccio un esempio: Corbett, Testa e Traini e la loro staffetta su Smith». Poi l’analisi della partita, iniziata con molte difficoltà e svantaggi da recuperare. «Ne abbiamo recuperati e costruiti anche noi, ma è stato negli ultimi 5 minuti che abbiamo davvero giocato alla grande». E lo hanno fatto davvero: i gialloblu hanno mostrato la propria forza e superiorità, tanto in difesa quanto in attacco.

Poi Pancotto cambia argomento e parla degli allenamenti e della necessità di migliorarne la qualità. «Stasera ci è mancata continuità – dice – e questo in parte è sicuramente dovuto al fatto che non riusciamo ad allenarci (tra acciacchi e infortuni, ndr). Per questo i miei giocatori meritano i complimenti, e gli applausi del pubblico che continua a seguirci sempre più numeroso».

L’importanza del gruppo, insomma, come rileva proprio uno dei giocatori, di quelli più giovani, Martino Mastellari. «Voglio raccontarvi una cosa che mi impressiona, anche se positivamente – le parole del gialloblù – la fiducia che i giocatori più ‘anziani’ hanno verso di noi giovani. Ci aiutano, ci danno fiducia quando scendiamo in campo, e questo è bello. Ma è bello anche quando di criticano: ci sono modi e modi di farlo, e loro lo fanno bene. Quello che ci dicono non è per farci male, ma per farci crescere. Quello che ci dicono ce lo ritroviamo in campo».

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