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Pancotto, Simmons, Amoroso e la Poderosa viste da Petrovic, il pivot che canta e suona

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Urla e applausi, bastone e carota: i primi risultati sono arrivati, come la qualificazione alla Coppa Italia. “Era un obiettivo mai nominato ma da tutti voluto. L‘abbiamo meritato e penso che regaleremo nuove gioie ai tifosi” ha ribadito il giocatore in visita alla Savelli Ascensori.

PORTO SAN GIORGIO – Vuole salire sempre più in alto la Poderosa e lo fa affidandosi alla Savelli Ascensori, visita in azienda e foto con i dipendenti, e al giovane che sta sorprendendo, Danilo Petrovic. Mamma prof di musica, “suono il pianoforte e amo cantare”, 19 anni e una gran voglia di diventare un giocatore importante per l’Italia e, chissà, per l’Europa. “Sono giovane e al primo anno in serie A2, faccio parte di un progetto importante che ha nel gruppo la sua forza. Mi sembra di essere circondato da fratelli. Poi il mio tempo arriverà, ne sono certo”. L’importante è farsi trovare pronto. “Il coach mi chiede di giocare da 5, nel mio futuro mi vedo più da ala grande. Ma imparare a giocare in due posizioni è utile. Però impari a difendere, a posizionarti spalle a canestro anche se allenarsi con Simmons è dura”. Come vive la panchina? “Lui è il miglior pivot del campionato, bravo lui. Quindi sono contento di stargli dietro, posso imparare tante cose”.

Per diventare un 4, stile Amoroso, sa di dover lavorare molto: “Negli allenamenti individuali cerco con Vanoncini e Squarcina cerco di migliorare palleggio e tiro, che sono le cose fondamentali per un quattro puro”. A questo aggiunge una grinta innata: “Amoroso ce la chiede, la vuole vedere da chiunque si alzi dalla panchina. Per me è anche più facile, il mio carattere da serbo emerge”.

Mese dopo mese ha capito che la scelta della poderosa è stata quella giusta, anche grazie a coach Cesare Pancotto: “A Bologna avevo Ramagli, era molto preparato, ma ci sgridava di più, urlava, metteva pressione. Cesare è più tranquillo e ci fa stare meglio, non ci fa agitare. Secondo me lui è molto bravo a capire l’aspetto mentale dei giocatori giovani. Poi ci sgrida quando serve, ma lo fa al momento giusto”.

Urla e applausi, bastone e carota: i primi risultati sono arrivati, come la qualificazione alla Coppa Italia. “Era un obiettivo mai nominato ma da tutti voluto. L‘abbiamo meritato e penso che regaleremo nuove gioie ai tifosi”. Prima però ci sono tante sfide, cominciando da Ravenna alle 18 di domenica al PalaSavelli: “All’andata è sembrata una gara facile, quindi mi attendo un altro approccio dagli emiliani che hanno molte qualità”. Quelle che, dando uno sguardo al campionato, Petrovic si aspettava emergessero da Udine: "Al momento è la squadra che mi ha deluso, mi aspettavo meglio. Non penso ci siano team più forti della Poderosa, ma di certo se penso a quanto guadagna il pivot di riserva della Fortitudo e quanto guadagno io che ho 19 anni… le differenze ci sono, ma noi possiamo giocarcela con tutti”.

Raffaele Vitali

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