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Da Simmons a Petrovic, ecco la Poderosa che stupisce tutti: un mastino vestito di gialloblù

danilomani

Tornando all’attacco segnare poco, nel caso della Xl Extralight, non significa poco spettacolo. Basta guardare il numero di schiacciate che ogni domenica i giocatori regalano al pubblico.

PORTO SAN GIORGIO - Nessuno difende meglio della Poderosa in A2 (71.1 punti subiti contro i 72.7 di Treviso). Ma solo Cento (76.4) segna meno dei gialloblù (76.9). Questa è la squadra di coach Pancotto, un mastino che azzanna ogni pallone che passa vicino alle mani di Amoroso e compagni. Una Poderosa in stile campionato greco, terra in cui coach Obradovic insegnava prima di tutto a non prenderle, perché ogni canestro che l’avversario sbaglia è un colpo alla sua autostima. La riprova viene dal rullino di marcia, impressionante, che la squadra della famiglia Bigioni ha fuori casa: 8 vittorie su nove partite giocate

Tornando all’attacco segnare poco, nel caso della Xl Extralight, non significa poco spettacolo. Basta guardare il numero di schiacciate che ogni domenica i giocatori regalano al pubblico. Certo, quando si ha Simmons in squadra diventa più facile appendersi al ferro. Ma perché questo accada, serve anche che il pallone gli arrivi al momento e al posto giusto. insomma, servono gli assist. Che spesso per la Poderosa sono più delle palle perse (19 contro 15 a Jesi), fattore che fa sempre vedere il bicchiere mezzo pieno anche a un perfezionista come Cesare Pancotto. Per difendere serve che ogni giocatore faccia la sua parte, poi che Simmons, ancora lui, si alzi in volo e inchiodi il tiro avversario contro il tabellone è un dettaglio che fa sembrare tutto più facile.

Per riuscirsi bisogna faticare e quindi sudare e accettare, mentalmente, anche i minuti in panchina. A Jesi il trio delle meraviglie, Amoroso-Corbett e Simmons, ha giocato più del solito, ma la difesa non ne ha risentito, anche per la tipologia di avversario, non particolarmente atletico che la Poderosa aveva di fronte dentro l’area colorata. Nonostante ciò, nei 7’48’’ giocati, ancora una volta Danilo Petrovic ha avuto un ruolo chiave. Entrato sul -10 nel secondo quarto, ha prima segnato, ha poi acceso gli animi del pubblico e dei giocatori in campo con un corpo a corpo. È stato il momento che ha ricordato alla Poderosa cosa stava mancando: la tigna. Non solo, prima di riuscire per fare spazio al pivot americano titolare, ha anche preso un rimbalzo in attacco che ha trasformato in due punti d’oro.

Questa è la Poderosa, un mastino in cui ognuno sa che ruolo giocare. Merito del direttore d’orchestra, senza dubbio, ma anche di uno staff, a cominciare dal preparatore atletico, che i vari Palermo e Testa riesce a farli correre senza sosta, tenendo così lucido il cervello. Una squadra che merita applausi, che merita pubblico, tanto e caldo come in trasferta. La soluzione c'é: abbonarsi, visto che la società ha riaperto la campagna abbonamenti e che le prossime tre domeniche si giocherà sempre a PalaSavelli (foto Pirro).

Raffaele VItali

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