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Il PalaSavelli accoglie la Poderosa. Tanto da lavorare, partendo dalla grinta di Petrovic

podepala

Petrovic: “La differenza principale tra B e A2 è l’impatto fisico. Anche per queato cerco di carpire da Amoroso tutto quello che posso”.

PORTO SAN GIORGIO - Rimbalza la palla al PalaSavelli per la prima volta della Poderosa di coach Pancotto. primo assaggio del parquet sopo un seriw di amichevoli lontano da casa , fra luci e ombre, e la preparazione a Montegranaro squadra che sta lavorando con grande intensità, chiaro che qualcuno sia più avanti di altri. Chi deve crescere per ora è  Palermo. Il faro della squadra è un po’ annebbiato, esercizi e schemi gli ridaranno la sua lucidità, messa in mostra in anni da protagonista in A2. Chiaro che se il play non gira, tutto diventa macchinoso anche perché non si può chiedere a Traini si fare il ragionatore. Non è questo il momento di guardare al singolo, lo ha ribadito più volte Pancotto.  Anche perché i giovani hanno bisogno di crescere. Anche se ti chiami Petrovic e arrivi dalla Serbia. L’ala grande di scuola Virtus è una delle note liete di inizio preparazione. “Conosco questo campionato, devo solo ambientarmi con la nuova squadra dopo un anno in B. Datemi un po’ di tempo ed andrà tutto bene”. Pancotto lo ha voluto per la grinta e la forza fisica, utili per allenare al meglio i titolari ma anche pare diventare un fattore nella seconda parte del campionato. Petrovic lo ha capito è si è  messo al lavoro: “La differenza principale tra B e A2 è l’impatto fisico. Anche per queato cerco di carpire da Amoroso tutto quello che posso, in allenamento cerco spesso di chiedergli consigli ed indicazioni che possano aiutarmi a crescere. Quest’anno è molto importante per me, volevo a tutti i costi giocare in A2 per poter lavorare su alcuni dei miei difetti: tiro, palleggio e tutti gli altri aspetti dei quali parlo spesso con il nostro staff”. Chicca finale per il giovane lungo è  il numero.di maglia: il 13. “ In Serbia dicono porti sfortuna, ma io non ci faccio molto caso”. Anzi, primo compito sarà  cambiare la tradizione.

@raffaelevitali 

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