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Gli studenti dello Scientifico affascinati da Strampelli. E stasera l'uomo del grano al teatro dell'Aquila

“Una prima uscita – esordisce Stefano Castori – per la nuova società Stella polare che questa estate organizzerà anche un corso di cinema gratuito per dare le basi ai ragazzi".

grano scientifico


FERMO - L’uomo del grano, Nazareno Strampelli, entra nell’aula magna del liceo scientifico Temistocle Calzetti Onesti di Fermo. Lo fa sulle gambe di Carlo Greco, straordinario interprete, e le mani del regista Giancarlo Baudena. Volto e anima del film che questa sera (ingresso libero) alle 21 verrà proiettato al Teatro dell’Aquila. Un film distribuito dalla Stella Polare Film. “Una prima uscita – esordisce Stefano Castori – per la nuova società che questa estate organizzerà anche un corso di cinema gratuito per dare le basi ai ragazzi che vogliono avvicinarsi a un mondo affascinante. E lo faremo assieme ad attori e registi che hanno calcato palcoscenici nazionali come Greco e Balestra”.

“Questo film ridà a Strampelli quello che la storia non gli ha lasciato: la notorietà meritata. Baudena è stato molto bravo a far emergere lo scienziato e l’uomo, con la figura della moglie Carlotta che lo accompagna negli anni decisivi della sua vita di genetista” sottolinea la preside Marzia Ripari.

Non è conosciuto Strampelli e i motivi sono diversi, come ricorda il professore Bernardino Scialè: “Strampelli ha a lungo lavorato nel silenzio. Non gli interessavano le vetrine e le pubblicazioni, con i suoi studi, le ha spesso lasciate ad altri. Per lui, l’unica vera pubblicazione era la spiga di grano che cresceva rigogliosa”.

Lo scienziato paga anche il suo essere stato legato al fascismo, ma solo per tempistica storica. Lui aveva un obiettivo: sfamare il mondo. Un obiettivo che è corso parallelo alla scelta autarchica di Mussolini negli anni ’30. Oggi la storia gli sta rendendo merito, dopo che l’agronomia grazie ai suoi studi ha fatto passi da gigante. Il suo grano è oggi il più usato in Cina e in Argentina, dove Strampelli ha portato i suoi sementi, è ricordato come un capo di Stato.

Ascoltano gli alunni dello Scientifico, sono curiosi di conoscere la storia, di sapere come il film è stato realizzato, l’impegno degli attori. “Non è stato semplice, un lavoro di anni e il documentario – mostrato durante l’’incontro – è stato propedeutico al film. Uno studio del personaggio su carte e racconti, in primis quello della nipote” chiosano Carlo Greco e Consuelo Ciatti, che ha dato il volto all’amata moglie del genetista Carlotta.

Imperdibile quindi questa sera la proiezione: “In un film si racchiude la ricerca, la storia, la persona. Un connubio che ha fato di Strampelli un volto unico ed essenziale per lo sviluppo anche dell’enogastronomia. Quella che in questi tre giorni con Tipicità e Tipicità in the City Fermo celebra e vive” conclude l’assessore alla Cultura, Francesco Trasatti.

Capodarco e Monte Urano, due cinema e un obiettivo: film di qualità

Il film fornisce questi dati sul conto di Lampedusa. Il regista che ha vinto il Leone d’oro con un documentario (Sacro GRA) si è trasferito per un anno nell’isola e vi ha condiviso l’alternarsi delle stagioni, lungo inverno incluso.

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FERMO/MONTE URANO – Un filo unisce il capoluogo di provincia, Fermo, e la città che porta al cultura dentro un cinema: la programmazione di qualità.

Da una parte l’Arlecchino, regno del cinema d’essai che per tre giorni (18.30-20.30) dà la possibilità ai fermani di andare a guardare il film Fuocoammare di Rosi, vincitore dell’orso d’oro a Berlino. “Venti km quadrati, settanta miglia dall’Africa e centoventi dall’Europa, in 20 anni ha visto sbarcare 400 mila migranti di cui 15 mila hanno perso la vita in mare. Il film fornisce questi dati sul conto di Lampedusa. Il regista che ha vinto il Leone d’oro con un documentario (Sacro GRA) si è trasferito per un anno nell’isola e vi ha condiviso l’alternarsi delle stagioni, lungo inverno incluso. E racconta, con sguardo totalmente differente, ciò che da anni raccontano in modo parziale telegiornali e cronache dell’emergenza. Che non è tale, a detta del film, nel senso che è quotidianità e ordinaria amministrazione” scrive il critico della stampa.

A pochi chilometri, l’altro luogo che cerca di affermarsi puntando sui contenuti: il Cine Teatro Nuovo di Capodarco. Da questa sera a lunedì in programma c’è in prima visione "Amori, furti e altri guai", buon debutto in bianco e nero del giovane regista palestinese Muayad Alayan, che racconta di un ladro in Cisgiordania che si trova nel cofano dell'auto rubata un soldato d'Israele imbavagliato. Il film si snoda dalla vita in campo profughi al futuro calcistico improbabile alla Fiorentina fino ad un dramma della gelosia. Una nouvelle vogue della Striscia di Gaza, una mediazione cinematografica alla questione meridionale, una gradevole black
comedy. Ingresso 5 euro, spettacolo alle 18 e alle 21.

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