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Fermo è la città del teatro: i migliori vogliono il palco dell'Aquila. Da Brachetti a Haber, super stagione con l'Amat

santinitrasatti

Esclusiva regionale è Dirty Dancing “con uno show che arricchisce i fasti del film” il 16 e 17 marzo.

di Raffaele Vitali

FERMO – Se Dirty Dancing è il nome che fa sognare, l’allestimento di punta è quello di Alessandro Haber che porta ‘Il padre’ con Lucrezia Lante Della Rovere. Ma siccome quando si lancia una stagione teatrale l’inizio è determinante, non si poteva scegliere che l’artista capace di cambiare volto ogni minuto, ovvero Arturo Brachetti con il suo ‘Solo’.

Tanti nomi da ‘cassetta’ nel programma del Teatro dell’Aquila: Ornella Muti, Giulio Scarpati, in una residenza di allestimento a fine gennaio, Sergio Muniz. E poi due fuori abbonamento da segnare in calendario: il Christmas Carol di Roberto Ciufoli, che sarà il grande musical di fine anno, e Geppi Cucciari con Perfetta.

“Quando siamo pronti presentiamo e avere tutto per l’estate è motivo di soddisfazione. Un anno fa abbiamo raggiunto il massimo degli abbonati, 530. E quest’anno, proprio per questo, abbiamo inserito tutti gli spettacoli in doppia replica”. Scommette sulla cultura Fermo con il suo assessore Francesco Trasatti che affiancato da Gilberto Santini, l’uomo Amat, non sbaglia un colpo.

“Spero che, essendoci il doppio turno, le tessere crescano ancora. Abbiamo unito tutti i generi. Manca la produzione internazionale, ma apriamo con Brachetti (26-27 ottobre) che è italiano solo di passaporto visto che lo vogliono in tutto il mondo” prosegue l’assessore.

Il programma lo spiega Santini che parla di “stagione cesellata” costruita anche con le competenze, conoscenze e amicizie teatrali di Trasatti. “Vogliamo la stagione più bella possibile, visto che questo teatro è di una bellezza unica”. Anche per lui “lo spettacolo internazionale è lo spettacolo italiano. Brachetti è una meraviglia tale che di solito non va in posti che hanno meno di duemila posti. Complice la bellezza di Fermo lo avremo con noi, erano anni che non veniva”. ‘Solo’ è una sorta di best off in cui fa anche una sessantina di spettacoli nuovi, inclusa una scena in un saloon in cui interpreta 4 ruoli in contemporanea “e per questo pensiamo tutti che abbia delle controfigure”.

La scelta dei due turni di abbonamento è importante: “Tornare a teatro da abbonati per una stagione ricca è una grande occasione”. Santini ha voluto con forza l’emozionante spettacolo di Haber, con tanto di residenza per rendere al meglio l’opera di Zeller (28-29 novembre): “È la storia della progressiva caduta nella malattia con un artista straordinario”. C’è poi Ornella Muti che porta in scena (12-13 gennaio) ‘La governante’ di Brancati: “Un testo maledetto che ha al centro una omosessualità femminile latente. La Muti in questo è una figura curiosa, visto che ha scelto solo poche e chiare parti, che sa condurre il ruolo in maniera perfetta. Progetto serio che deve ancora debuttare”.

L’esclusività è anche a gennaio con il debutto in prima nazionale, “grazie al teatro che è ricercato”, di Giulio Scarpati con Valeria Solarino in Misantropo. “Dopo ‘Una giornata particolare’ si passa al classico con Moliere e questa storia d’amore complicata tra il voler stare da soli o cedere al sentimento”.

I Fantasmi di Marco Tullio Giordana (12-13 febbraio) è uno spettacolo dalla grande messa in scena: “Dieci attori con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi protagonisti. La regia di Giordana ha impresso ritmi cinematografici a una commedia dei giorni dispari”.

Esclusiva regionale è Dirty Dancing “con uno show che arricchisce i fasti del film” il 16 e 17 marzo. La chiusura è col sorriso con una commedia pura e divertente. “Uno spettacolo partito due anni fa con successo. L’idea di Ruiz è ragionare sulla chance che ha un amore finito. Sergio Muniz impreziosisce il palco”.

La scelta di raddoppiare le date, porta a un doppio fuori abbonamento: il debutto in Italia del musical che ha Ciufoli al posto di Scrooge (28 dicembre) e il woman show, ormai una tradizione, di Geppi Cucciari con un testo raffinato e intelligente di Mattia Torre.

Funziona la sinergia Trasatti-Santini. “La programmazione e la dimensione del teatro ci permettono di stare al livello di Pesaro e Ancona. Si lavora bene qui e spesso anticipa, oggi a Edimburgo va in scena uno spettacolo fatto a Fermo quattro anni fa. Una stagione precisa, sette spettacoli sono il numero giusto, soprattutto quando non vuoi far crescere i prezzi. E vi assicuro che Brachetti e Dirty Dancing sarebbero costati molto di più”.

Sette è il numero giusto “è quello che ci ha permesso di reinvestire su Villa Vitali e la stagione estiva grazie al successo della prosa”, anche se poi diventa 14 considerando la doppia recita, addirittura 16 con i fuori programma. Se il comune investe 100mila euro, la stagione ne costa quattro volte tanto, ma a quello pensa l’Amat e la biglietteria. “A Fermo c’è una civiltà teatrale, un pubblico pronto a fare dei percorsi con noi. Sono rimasto stupito di come il pubblico del teatro dell’Aquila abbia accettato anche nostre scommesse, vedi Peter Brook. Questo ci permette di cucire stagioni speciali, ma ripeto lo facciamo solo dove c’è cultura teatrale costruita passo passo con la lirica, con la scuola di platea, con stagioni uniche e originali”. Insomma, l’invito finale è uno solo: abbonatevi.

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