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Un bianco assordante, come l'applauso che consacra il Van Gogh di Preziosi al Teatro dell'Aquila

miniatura

Due serate da sold out per "L'odore assordante del bianco". Un magnetico Alessandro Preziosi conquista il pubblico del Teatro dell'Aquila nei panni del pittore olandese Vincent Van Gogh.

di Chiara Fermani

FERMO - Un bianco assordante come l'applauso del pubblico dopo un'ora e mezza di spettacolo, accecante come la superba prova d'attore di Alessandro Preziosi e devastante come la sterilità di una scenografia scarna e totalmente bianca, curata sapientemente da Marta Crisolini Malatesta.

Ci troviamo nella stanza del manicomio di Saint-Remì dove il pittore decise di rinchiudersi nel 1889 dopo il noto episodio di follia che lo spinse a tagliarsi un orecchio. Una stanza vuota dove si susseguono i vari personaggi, tutti egregiamente interpretati da un cast eccezionale, e dove oltre al bianco quello che c'è di più assordante sono i tormenti di Van Gogh, resi quasi visibili grazie solo all'ausilio degli intensi monologhi di Preziosi. Sullo sfondo, anch'esso rigorosamente bianco, spicca per un occhio più attento, la rappresentazione in rilievo di un famoso quadro del pittore, "Campo di grano con volo di corvi", e in un angolo della stanza un'orchidea, di un bianco candido anch'essa, ma della quale Van Gogh si era preso cura nella speranza di veder rinascere un accenno di colore. Tutti elementi che, nella loro semplicità, riescono a trasmettere al pubblico il senso di vuoto e di immobilità artistica che sta vivendo Van Gogh in quei giorni privi di colore. Una prigionia senza eguali per un pittore che ha fatto dell'uso del colore il tratto distintivo di tutta la sua produzione artistica e usato come unico strumento per descrivere le sue emozioni.

Al centro dello spettacolo, scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi, c'è il dialogo tra Vincent Van Gogh e suo fratello Theo (Massimo Nicolini), uno spaccato sulla vita dell'artista, dalla sua infanzia ai giorni in cui si ritrova internato in quello che per lui è "il castello bianco", dove non gli è consentito neanche dipingere. Il ritmo incalzante dello spettacolo non si affievolisce mai e raggiunge il suo picco massimo nell'ultima parte, nel dialogo tra Van Gogh e il direttore dell'ospedale (Francesco Biscione), l'unica figura che, come racconta il testo autobiografico di Massini, aiuterà Van Gogh a dipingere di nuovo le sue emozioni, questa volta non con i colori ma con le parole.

Nelle movenze sofferte, nelle espressioni del volto e nel modo di parlare concitato e spesso faticoso, Alessandro Preziosi dipinge un Vincent Van Gogh perfetto e regala al Teatro dell'Aquila un quadro da appendere tra i migliori della proposta culturale fermana. Per chi se lo fosse perso, Preziosi sarà ancora nelle Marche il 27 marzo al Teatro Sanzio di Urbino e il 28 marzo al Teatro Persiani di Recanati.

redazione@laprovinciadifermo.com

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