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L'amore per Fermo, la magia delle Marche, il pensiero al post sisma: Preziosi e il suo Van Gogh incantati dal teatro dell'Aquila

teatropreziosi

Con Preziosi va in scena un fine settimana molto importante, “facile da organizzare a Fermo con Trasatti, che ha un’anima teatrale”. C’è grande attesa, volano i biglietti per ammirare Preziosi, che ha anche la certezza dei 520 abbonati che riempiranno il teatro dell’Aquila il primo giorno.

di Raffaele Vitali

FERMO – Occhi azzurri e freddi, ma parole calde, piene d’amore per Fermo, per il suo teatro e per le Marche. Alessandro Preziosi è il grande protagonista, insieme a un cast di alto livello, del fine settimana del piccolo capoluogo di Provincia. “Sono estasiato da questo teatro. Ma sono estasiato dal passaggio dall’Umbria alle Marche che non riescono a contenere. Dal camerino finalmente mi sono detto: posso portare in scena ciò che gli occhi vedono. Le Marche sono una figura tra il cielo e la terra. incontri una casa che sta lì per caso e questo colpire era quello che Va Gogh poi riusciva a fare travolto sul cavalletto. E questo succede a Fermo, apri una finestra e assecondando ciò che vedi rimani totalmente conquistato. E questo mi rende veramente felice. E tutto questo è raccontato nella semicirconferenza del teatro, nei suoi bui e nelle sue luci”.

Affabula tutti con le sue parole, “non ci crederete ma a settembre ho visto i miei primi quadri dal vivo di Van Gogh e ho pianto per la bellezza e per quello che avevo fatto. Ero già tutt’uno con lui”, conquista per il look casual con soprabito di panno verde e maglia porpora, come i calzini a righe che diventano con i lacci delle scarpe il vezzo dell’artista. Lo osserva con occhi ammiranti il vicesindaco Francesco Trasatti: “Riaverlo a Fermo, dopo l’esperienza con Cyrano è un segno di stima. Questa volta abbiamo puntato sulla residenza di allestimento. Lavoriamo molto sotto questo aspetto, ci sia per la lirica, la musica leggera o la prosa”.

“Questa di Fermo è una delle stagioni più importanti degli ultimi anni” sottolinea Gilberto Santini, numero uno dell’Amat e grande regista delle stagioni dei principali teatri marchigiani. “Preziosi – gli fa esco il sindaco Paolo Calcinaro – è un valore aggiunto per il nostro teatro che è il motore della vita cittadina. Sempre più usato, lo stiamo aprendo a tutta la produzione artistica. Il perno resta però la stagione di prosa di cui Preziosi è grande interprete”.

Con Preziosi va in scena un fine settimana molto importante, “facile da organizzare a Fermo con Trasatti, che ha un’anima teatrale”. C’è grande attesa, volano i biglietti per ammirare Preziosi, che ha anche la certezza dei 520 abbonati che riempiranno il teatro dell’Aquila il primo giorno. Dietro le parole e le movenze di Massini c’è il testo ‘L’odore assordante del bianco’ di Stefano Massini, direttore artistico del Piccolo di Milano, e la regia di Alessandro Maggi.

“In teatro divento una persona senza filtri, sono la quinta essenza dell’onestà. Quando ho letto questo testo sono rimasto senza parole. Quando ho chiuso il copione ho visto colore, nonostante avessi passato ore con il bianco”. Non era scontato che Massini desse questo testo a Preziosi. “E invece è diventato il testo che racconta il processo della creatività, i presupposti dell’artista che deve creare qualcosa dal nulla, da quel bianco che dentro un pittore è sinonimo di strazio”.

L’arte meglio della scienza cambia completamente la vita dell’uomo, magari senza migliorarla, secondo l’attore. “La sofferenza, che corre sul palco, è un momento delicato e difficile, ma è anche quello in cui più di ogni altro ti senti vivo”. Ieri la prima giornata di prove: “Ho rinunciato a fare il regista in questo spettacolo, avevo bisogno di un ‘fratello’ al mio fianco. Da solo non ce la potevo fare”. E’ arrivato così il regista: “Alessandro è uno straordinario attore di teatro, che richiede tempi di scavo dentro se stessi maggiori e meno sofisticati. Si gioca insieme e ci si mette in discussione senza raggiungere mai le punte di isteria che nel teatro italiano sono la norma, ma non porta quasi mai alla realizzazione di un problema artistico. Con Preziosi continuo a scoprire cose e a farlo in buona fede”.

Tornano alle Marche, Preziosi parla anche del terremoto: “Gestione, prevenzione, attenzione, coscienza della memoria che non sia solo di protocollo e cronologica, ma un condividere e considerare il terremoto di tutti, il dramma di tutti. Solo così si crea una coscienza. Non dimentichiamo che la natura ospita l’uomo. Dobbiamo creare una università del terremoto, per non ritrovarci sempre al punto di inizio. La difficoltà è risorgere”. Non resta che entrare al Teatro dell’Aquila, “riempire quei palchetti vuoti con tutto quel rosso che è il flusso fantasma di qualcosa a cui mi sto votando” conclude Preziosi dando appuntamento a sabato, ore 21, e domenica alle 17.

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