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Si ride al Teatro dell'Aquila: le Sorelle Materassi aprono la stagione di prosa

teatro aquila fermo

Ambientato nei primi anni del XX secolo in un sobborgo di Firenze, Sorelle Materassi narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di esse (Teresa, Carolina e Giselda), sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata da loro accolta essendo stata respinta dal marito.

FERMO – Manca poco per la prima al teatro dell’Aquila della nuova stagione di prosa. Tre straordinarie attrici saliranno sul palco, Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati, dirette da una quarta donna, Geppy Gleijeses, che faranno ridere e divertire gli spettatori con Sorelle Materassi, il grande capolavoro di Aldo Palazzeschi.

LA STORIA

Ambientato nei primi anni del XX secolo in un sobborgo di Firenze, Sorelle Materassi narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di esse (Teresa, Carolina e Giselda), sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata da loro accolta essendo stata respinta dal marito. Teresa e Carolina sono abilissime sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la benestante borghesia fiorentina. Giselda, delusa dalla vita, tende all'isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare dalla fedele domestica Niobe che tranquillamente invecchia insieme alle padrone. Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo, il giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso, il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne i cui sentimenti parevano addormentati in un susseguirsi di scadenze sempre uguali. Istintivamente Remo si rende conto di essere l'oggetto di una predilezione venata di inconsapevole sensualità e approfitta della situazione ottenendo immediata soddisfazione a tutti i suoi desideri e a tutti i suoi capricci. Il sereno benessere della vita familiare comincia ad incrinarsi.

L’AUTORE

“Palazzeschi vive e scrive in una inconfondibile e quasi cinica giocondità – annota Geppy Gleijeses -, con un suo nichilismo generoso, ma c'è qualcosa in lui di meravigliosamente oscuro, enigmatico e inafferrabile. Non abbiamo cercato in lui lo spessore della tragedia, né fino in fondo atmosfere cechoviane (anche se punti di contatto ve ne sarebbero), ma solo un gioco estenuato che si scioglie in una "impossibilità del dramma".”

Per informazioni: biglietteria del teatro 0734 284295. Inizio spettacolo ore 21.

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