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Il teatro di Fermo al centro del mondo: questa sera l'anteprima nazionale di Battlefield di Peter Brooke

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La storia. "Dopo molte migliaia di anni il Mahabharata ci mostra ancora e in maniera sempre sorprendente, come aprire i nostri occhi di fronte a ciò che la realtà chiede".

FERMO – Dalle pagine di Repubblica a quelle dei principali quotidiani nazionali, approda questa sera, e domani, sul palco del teatro dell’Aquila il nuovo spettacolo di Peter Brook. Un’anteprima nazionale molto attesa per il poliedrico regista inglese, considerato uno dei più importanti della scena internazionale di tutti i tempi. Sul palco Battlefield, lo spettacolo che chiude la stagione di prosa che ha battuto ogni record a Fermo grazie all’organizzazione dell’Amat.

A distanza di trent’anni dal suo Mahabharata, opera memorabile e monumentale celebre poema epico indiano, uno dei testi fondamentali della religione induista, il maestro Peter Brook torna sul palcoscenico con Battlefield e lo fa scegliendo Fermo per il suo attesissimo debutto italiano. Nel 1985 la messinscena di quest’opera sconvolse il Festival di Avignone, oggi con Battlefield - cofirmato nella regia con Marie-Hélène Estienne - Brook prova a far rivivere una storia di violenza e rimorso che interroga il nostro tempo e riflette i conflitti che straziano il mondo. Non un semplice racconto, ma una guerra di sterminio che si consuma tra fazioni della stessa famiglia dei Bharata. Una storia universale che insegna ancora, inaspettatamente, ad aprire gli occhi di fronte alle realtà che la vita presenta.

“Il Mahabharata non è un semplice libro – affermano Peter Brook e Marie-Hélène Estienne - né una grandiosa serie ma un’immensa tela che ricopre tutti gli aspetti dell’esistenza umana. In essa troviamo tutte le domande che popolano le nostre vite in un modo che è insieme contemporaneo e urgente. Dopo molte migliaia di anni il Mahabharata ci mostra ancora e in maniera sempre sorprendente, come aprire i nostri occhi di fronte a ciò che la realtà chiede. Il Mahabharata parla della sanguinosa guerra che ha spezzato la famiglia Bharata. Da una parte ci sono cinque fratelli, i Pandavas, dall’altra i loro cugini, i Kauravas, figli del re cieco Dritarashtra. Entrambe le parti utilizzano terribili armi di distruzione. Alla fine sono i Pandavas a vincere. Milioni di corpi senza vita giacciono al suolo. Ed ora Yudishtira - il più vecchio dei Pandavas - è chiamato a diventare Re. La vittoria ha il sapore amaro della sconfitta. Entrambi Yudishtira e Dritarashtra, il vecchio Re, sono preda dei rimorsi e soffrono, si interrogano sulle azioni che hanno commesso cercando di fuggire le proprie responsabilità per il disastro. Come potranno vivere con la consapevolezza di aver contribuito al massacro, come potranno trovare la pace interiore ora che hanno perso le loro famiglie, i loro figli e alleati? La ricchezza di linguaggio di quest’opera epica e senza tempo, le sue storie sempre incredibili, ci permettono di portare sul palcoscenico una situazione che pur appartenendo al passato riflette gli impietosi conflitti dell’oggi”. Lo spettacolo è in lingua inglese con sopratitoli in italiano.

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