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Impossibile chiedere di più a Fermo: Baricco, Bocci, Lopez, Boni e Ghost per la stagione di prosa del Teatro dell'Aquila

santitra

Sono volati questi cinque anni, anche per Santini: “È diventato un teatro centrale per le Marche e non solo. Questa stagione è stupenda e ve lo dimostro".

di Raffaele Vitali

FERMO – Undici spettacoli per la stagione di chiusura del quinquennio Calcinaro - Trasatti. “In questi anni il teatro è cresciuto, numeri alla mano. Siamo partiti con 430 abbonati, siamo arrivati a 670. Siamo tornati alla doppia recita, confermate le residenze. Il teatro dell’Aquila tra stagioni ufficiali, prosa, lirica e concertistica, e associazioni ha raddoppiato il suo utilizzo”. Lascia un teatro vivo Trasatti. “Tra villa Vitali e prosa siamo sui 15mila biglietti a stagione” ribadisce guardando soddisfatto Gilberto Santini, numero uno dell’Amat.

Un teatro che ora cerca un nuovo custode, visto che è andato in pensione lo storico Danilo Tomassini. “Abbiamo messo in piedi una stagione che copre ogni gusto, con una ricca programmazione fuori abbonamento e la conferma del rapporto con le produzioni internazionali”. Il tutto senza aumentare i prezzi di abbonamenti e biglietti.

“Pensare a quello che porta il teatro alla città è pensare a quante persone scelgono Fermo dall’autunno all’inverno. È uno dei motori della città grazie a stagioni di altissima qualità. I record di abbonamenti sono il giusto premio, e noi vogliamo fare sempre meglio, perché il teatro è visto dai cittadini e da tutta la provincia come il fulcro dell’attività culturale. Non parliamo di un teatro museo, nonostante sua bellezza, ma di uno spazio vivo” aggiunge il sindaco Paolo Calcinaro che poi chiosa: “Siamo in attesa di novità per il nostro Teatro. E saranno belle, al ritmo di musica”.

Sono volati questi cinque anni, anche per Santini: “È diventato un teatro centrale per le Marche e non solo. Questa stagione è stupenda e ve lo dimostro. È esemplare, anche perché le due date cci fanno presentare tutti gli spettacoli più grandi. Con l’unicum dello spettacolo internazionale che non ha nessuno nelle Marche”.

Entra poi nel dettaglio il direttore dell’Amat: “Si parte con il debutto in prima nazionale, questo teatro è conteso dagli artisti, de ‘La piccola bottega degli orrori’ con Giampiero Ingrassia, protagonista di un piccolo musical da camera. Al suo fianco Fabio Canino e Belia Martin. La ‘pianta carnivora’ sul palco è però una persona”. Dopo Fermo, 15-16 novembre, andrà a Roma.

Poi ‘Don Chisciotte’, la sfida di Alessio Boni e Serra Yilmaz, la Sancho Panza amata da Ozpetek. Regista che poi sarà ospite con le sue ‘Mine Vaganti’ il 21 e 22 gennaio, un vero debutto teatrale per lui che ha sempre fatto cinema, portando sul palco Pannofino e Minaccioni.

Tornano in scena Lopez e Solenghi, “lo volevo all’Aquila”, con uno spettacolo divertente con un po’ di malinconia richiamando Anna Marchesini. “Una comicità affettuosa, che fa compagnia con una jazz company prima del Natale il 17 e 18 dicembre”.

Punta di diamante lo spettacolo internazionale, 1 e 2 febbraio: per la prima volta nelle Marche arriva un gruppo tedesco, il Familie Floz. “Fanno dei lavori incredibili legati alle maschere. Spettacolo senza parole, con movimenti e scenografie che portano in un mondo incantato. Guardatelo su youtube, una compagnia che gira per il mondo. Uno show per tutti, dai grandi ai piccoli, in stile Slava”.

Ecco Ale e Franz, 10 e 11 marzo, con ‘Nati sotto contraria stella’ per un Romeo e Giulietta tutto al maschile. “Due personaggi stralunati che fanno Romeo e Giulietta: uno spettacolo molto divertente e unico nel suo genere”.

Il 24 e 25 marzo ‘Un nemico del popolo’, “uno spettacolo stupendo, un saggio di come si deve recitare a teatro grazie a grandi attori italiani come Massimo Popolizio. È lo spettacolo cult dell’anno, lo troverete ovunque, dal Piccolo ai teatri romani”.

Ed è la chiusura del cartellone in abbonamento, poi inizia il ricchissimo fuori tessera tra dicembre e aprile. Il primo, 11 e 12 dicembre, porta tutti alla sala lettura della biblioteca civica con Saverio Marconi e il “Monsieur Ibrahim e i fiori del corano” che fa parte del progetto che unisce patrimonio culturale e teatro. “A disposizione ci sono 70 posti, bene prenotarli per tempo. Poi nel caso Saverio Marconi è pronto ad allungare le repliche.

Il 5 gennaio arriva il “Pesce d’aprile” di Cesare Bocci. Titolo che richiama il romanzo scritto da Bocci, che diventa uno spettacolo catartico sull’ictus che colpì la moglie dell’attore. “Questo spettacolo è legato all’Anffas, verranno raccolti fondi”.

Il 16 febbraio “siamo riusciti a portare Alessandro Baricco, è stato davvero difficile portarlo sul palco. Leggerà il suo Novecento il 16 febbraio. Vi stupirà, è un grande performer”. Infine, il musical: il 2 aprile si chiude con Ghost di Federico Bellone.

Grande stagione, è quella che l’assessore voleva: “È quello che ho chiesto. Non ho mai preso a pacchetto gli spettacoli”. Aggiunge Santini:” A noi piace il dialogo con chi amministra, perché ci fa riuscire a essere uno strumento efficace. Questa è una stagione cesellata con Trasatti, che ha competenze che gli permettono suggerimenti diretti per noi fondamentali”. Per riuscirci una sola la chiave: la civiltà teatrale, quella che Fermo ha scoperto di avere dentro di se. Costruita nel tempo e con stagioni da 85mila euro all’anno che hanno permesso a Trasatti di pianificare e programmare, guardando sempre al giorno dopo e mai al piacevole presente. “Una stagione che porta incassi tali da poter poi raddoppiare le date e investire d’estate su villa Vitali. E questo accadrà anche nel 2020, se Fermo e il territorio risponderanno come sempre, perché più la cultura incassa e più nella cultura si investe”.

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