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Il lato familiare del carabiniere: al Teatro dell'Aquila il musical che racconta l'Arma. Ricavato in beneficenza

mudicalcaramba

Il colonnello Marinucci: per noi è un modo per far capire cosa sia la vita dell’Arma, al di fuori degli schemi, andando oltre la connotazione militare. Noi in questo modo entriamo nelle famiglie col sorriso e non per lavoro.

FERMO - Un musical sull’arma dei carabinieri che parte dal nome di Salvo D’Acquisto, ma che in realtà è dedicata all’uomo e alla donna carabiniere.

“Non è un’esaltazione dell’Arma, ma dei suoi componenti” spiega Pasqualino Palmiero, anima dell’associazione Il Rompibolle che porta in scena lo spettacolo che sabato sera vuole riempire il Teatro dell’Aquila di Fermo sabato sera. E lo vuole riempire più motivi, come spiega il colonnello e comandante provinciale Antonio Marinucci: “Per noi è un modo per far capire cosa sia la vita dell’Arma, al di fuori degli schemi, andando oltre la connotazione militare. Noi in questo modo entriamo nelle famiglie col sorriso e non per lavoro. Sapere poi che l’incasso andrà a due associazioni legate ai carabinieri mi rende felice: pensiamo agli orfani dell’Arma, noi siamo slegati al servizio ma ancora di più alle famiglie (Onaomac) e poi siamo vicini alle famiglie in difficoltà tramite supporti economici e non solo”.

Il biglietto è quasi simbolico, dieci euro, proprio perché i militari vogliono vedere tutti i posti pieni, dalla platea al loggione. “Suonato e cantato live, con una band di sette elementi. La storia è ambientata in un ristorante con il karaoke. Tutto parte da un venerdì sera, con un carabiniere ex cameriere del locale. Momenti divertenti, alcuni di riflessione e commozione in un alternarsi in cui la divisa resta il filo conduttore” spiega Pasqualino Palmiero.

A ispirare la regista Paola Olivieri sono state le storie di otto militari e infatti ogni parola del musical, seppur romanzata, è basata sul vissuto dei carabinieri. “Da Salvo è il primo musical in Italia dedicato ai carabinieri e non mancheranno le barzellette raccontate dal procuratore Ettore Picardi, attore per un giorno. L’Arma nazionale ha dato il suo patrocinio grazie all’intercessione del Cobar regionale guidato dal comandante di Ascoli Piceno Ciro Niglio”.

Il vicesindaco Francesco Trasatti non poteva dire di no: “Un modo per essere vicini ai carabinieri e a motivazioni sociali. Apriamo di nuovo il teatro a uno spettacolo che dà una visione di futuro”. Come si è arrivati al teatro di Fermo lo racconta Calcinaro: “Ci hanno contattato poco dopo le festività natalizie. Passano pochi giorni, vado in piazza, noto delle persone alterate, chiamo Peluso, arrivano i militari e l’operazione si chiude con un arresto. Nel mentre io ero a teatro. Sapere che c’è chi ci tutela mi ha convinto ancora di più a dire sì a qualcosa che avrebbe permesso di conoscere quello che c’è dietro una uniforme”.

Sul palco ci saranno anche otto carabinieri insieme con alcuni attori amatoriali. “Due anni di prove per arrivare al musical. Ognuno ha sacrificato parte del suo tempo libero, tra un turno e l’altro” prosegue Palmiero.

“Rompiamo l’immagine del carabiniere austero. Quando entri nelle case ti accorgi che c’è un po’ di distanza, c’è la soggezione. Noi invece vogliamo far capire che stiamo qui per voi, questa è una nuova comunicazione. Questo è un modo in più per dire che se avete bisogno noi ci siamo e vi raccontiamo anche cosa facciamo in licenza” conclude Marinucci.

Tutto l’incasso, il biglietto costa 10 euro e si può comprare in biglietteria o sul circuito vivaticket, andrà al fondo assistenza dell’Arma dei carabinieri. Per una volta sono quindi i militari a chiedere alle persone sostegno e non il contrario, impossibile non sedersi in uno degli ottocento psoti del teatro di Fermo. 

@raffaelevitali

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