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Il conservatorio Pergolesi taglia quota 500: boom di iscritti. 'Cultura e turismo nel cuore di Fermo'

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Il vice sindaco: 'Davanti a me vedo un sistema, un assetto che deve essere patrimonio di tutti. il Comune cerca di essere il sarto che unisce tutti i tasselli per far diventare ogni momento culturale un momento economico'.

di Raffaele Vitali

FERMO – Musica, ma non solo, perché 69 studenti che arrivano dal mondo e una gran parte dei 513 iscritti che arrivano da mezza Italia fanno del Pergolesi un motore culturale e turistico per Fermo. “Oltre che un luogo di incontro di culture” esordisce il presidente Carlo Verducci. Un ruolo chiave per Fermo, come conferma l’assessore alla Cultura Francesco Trasatti: “Fermo città dell’apprendimento, sempre più. Stiamo realizzando un piccolo libro su tutte le possibilità formative della città, della crescente Learning City. La musica è parte in tanti momenti, dalla rete lirica ai rapporti con le scuole, dalla Junior Band al supporto dell’accademia Annio Giostra. Davanti a me vedo un sistema, un assetto che deve essere patrimonio di tutti. il Comune cerca di essere il sarto che unisce tutti i tasselli per far diventare ogni momento culturale un momento economico”.

ANNO ACCADEMICO - IL CONCERTO

“Mettiamo in scena un saggio della qualità e dei contenuti di cui siamo capaci. È nato così il programma per il concerot di domani sera (venerdì ore 21 al Teatro dell’Aquila) in tre parti: una affidata alla Big band, l’orchestra jazz, poi la prima assoluta di un brano di Martucci, compositore strumentale dell’800, e infine la Sinfonia italiana, capolavoro del sinfonismo romantico con il maestro ‘esterno’, al Pergolesi, Nicola Samale” spiega il direttore Nicola Verzina. Quella del direttore esterno è un modo per offrire agli allievi un’esperienza con un importante maestro che non li conosce: “Un’ulteriore offerta formativa”.

La chicca è la ricerca musicale messa in campo per scoprire e completare l’inedito che debutterà durante l’inaugurazione dell’anno accademico. “Un brano di Giuseppe Martucci del 1905, inedito e incompleto, è diventata la prova dell’orchestra del Pergolesi. Un lavoro di orchestrazione di tipo filologico, partendo dal lavoro pregresso del compositore. Una via dimezzo tra la conservazione e l’opera di un Indiana Jones della musica” commenta Italo Vescovo, docente di composizione. Martucci era amato da Liszt, diresse il Tristano di Wagner, fu compagno di studi di Respighi, e compose questo brano nel 1882 per un pianoforte. Nel 1900 realizza una versione per due pianoforti, rimasta incompleta nelle sue variazioni. “Ho aggiunto il finale, momento clou della composizione. Un intervento nel rispetto della notazione musicale, cercando di essere meno invasivo, senza aggiungere strumenti, e sarebbe facile, cambiandone la natura”.  Il pianista solita sarà Fabrizio Viti, docente al Pergolesi.

ANNO ACCADEMICO - I NUMERI

Il concerto dell’orchestra e della big band al Teatro dell’Aquila è il momento centrale della vita di un conservatorio. Ancora di più di uno che cresce, “grazie all’alto valore dei docenti e del personale”. I numeri li dà il presidente Carlo Verducci. “Il corso Triennale si passa dai 141 dell’anno scorso ai 183 del nuovo anno accademico”. Un incremento che riguarda anche il corso Biennale, ovvero la specialistica: si passa dai 63 ai 93. “Cresce il pre accademico, ovvero i corsi propedeutici, che passano da 173 ai 214”.

Calano gli iscritti al corso Cfa per l’abilitazione, si passa da 56 iscritti a 7: “Il motivo è semplice, mai bandito il concorso promesso e in più il Ministero ha detto che cambieranno i criteri di selezione per i docenti” aggiunge Verducci. Sono 523 gli iscritti totali, 63 in più di un anno fa. “Superata la barriera dei 500”. Confermata la presenza del centro sud come cuore studentesco. Crescono anche gli studenti stranieri, passati da 55 a 69, con un predominio cinese: ma non mancano armeni e russi”. Più corsi e più momenti di produzione artistica: “Cresce la presenza in città e anche la collaborazione con il territorio, dalla Casa della memoria di Servigliano al comune di Montegiorgio e il suo teatro, e con le università di Ancona e Macerata.

“Più iscritti dimostrano la nostra attrattività. Due nuove offerte: i corsi propedeutici, che sostituiscono i pre accademici, cambiando la fascia prima del triennio. Non si potrà più accedere non sapendo nulla di musica. Per questo cresceranno i rapporti con le scuole musicali, per agevolare l’accesso. Finalmente si completa la riforma che quest’anno compie vent’anni che completa la filiera del percorso di studi. Seconda novità, un master di secondo livello in ‘Interpretazione di musica moderna’ a cui si accede dopo la laurea biennale specialistica” precisa il direttore Nicola Verzina che conclude con il sorriso: “Finalmente abbiamo il liceo musicale. Un ulteriore tassello per la filiera formativa. Il liceo musicale dovrebbe poi far uscire studenti pronti per i corsi accademici e corrisponderebbe ai corsi propedeutici”.

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