Anteprima. La normale diversità di una famiglia incasinata: 'Come saltano i pesci' con Giulia e Matteo

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Passando dalla storia alle immagini, ecco che protagonista diventa il Fermano, quello fatto di mare, Porto San Giorgio con le sue barche e le signore fuori dalle porte, e di montagna, ad Amandola. In mezzo ci sono le strade, il monte Cacciù con le sue antenne.

di Raffaele Vitali

FERMO - Giulia è diversa dagli altri, per un motivo molto semplice: ha un cromosoma in più. Questo dice la natura. Ma forse la diversità è un'altra: Giulia dice quello che gli altri vorrebbero dire e che non sono in grado o che non vogliono dire. Perché Giulia, all’anagrafe Maria Paola Rosini, non riesce a trattenere i suoi sentimenti, che non nascondono e non raccontano una verità differente. Forse Giulia in questo è davvero diversa e in questo Giulia è come un pesce che sa stare muto ma che poi quando vuole parla e lo fa saltando e sbattendosi, e parla cercando di far sì che la sua vita vada avanti contro o a favore di corrente.

Tutto questo c'è dentro il film presentato ieri sera in anteprima al Super 8, che ha come protagonista Simone Riccioni (Matteo), l’attore che gode di una fama tutta sua. A prescindere che Simone parli o meno, e parla tanto nel film Come saltano i pesci, gli basterebbe presentarsi sul palco per essere accolto dagli applausi. Perché è bello, inutile negarlo, e ha un sorriso che conquista con quella faccia da bravo ragazzo che piace tanto alle madri. Ma Simone nel film è anche altro, è la parte protettiva di Giulia. Perché se Giulia è diversa con il suo essere down, con quel cromosoma in più, le serve avere a fianco chi la protegge, chi è pronto a rispondere e a incassare anche le parole dirette. E Simone, “per cui ho un debole” ammette alla fine del film, è anche questo: il porto sicuro.

Passando dalla storia alle immagini, ecco che protagonista diventa il Fermano, quello fatto di mare, Porto San Giorgio con le sue barche e le signore fuori dalle porte, e di montagna, ad Amandola. In mezzo ci sono le strade, il monte Cacciù con le sue antenne, ma anche con una splendida alba. Che, come ricorda Marianna Di Martino, la bella film così radiosa che riempie lo schermo da sola con la sua perfetta magrezza: “L'alba l'abbiamo girata davvero e non crediate che sia normale. Normalmente i registi girano al tramonto e poi cambiano la successione delle immagini del sole. Invece Valori ci ha fatto svegliare alle 3 del mattino, ci ha fato preparare e girare”. Anche per questo Come saltano i pesci sembra un film vero, una storia vissuta con un incredibile Giorgio Colangeli nella parte del padre di Riccioni.

Riccioni l'ha sognato questo film e poi ha scritto un libro e poi ha trovato la scenografa Serena De Angelis, a Pedaso, e il regista che ci ha creduto e poi la Multivideo che ha deciso di produrlo e poi, forse, dopo questa prima uscita troverà anche il successo. Il progetto lo merita. Piacerà a molti, soprattutto a chi ha fede ed è chiaro dopo avere visto il film perché Avvenire prima e a Fermo l'arcivescovo poi hanno consigliato di andare al cinema a vederlo. Perché c'è una parte importante della fede, quella quotidiana e semplice, non ostentata ma sincera, in ogni momento del film.

E infine, pensando da marchigiano, è chiaro che questo film piace. Perché dentro c'è il sapore di questa regione bellissima e ancora troppo poco conosciuta. Riccioni è marchigiano, così Valori, “da bambino andavo al mare a Porto San Giorgio”, e quindi hanno saputo cogliere i suoi angoli più belli. Però uno si chiede: un milanese, un napoletano, un romano lo capiranno? Giulia, che ha firmato autografie e scattato foto con i ‘pesci nuotatori’ della Fermo nuoto, avrà successo su ogni schermo? Perché solo così, con il successo del film arriverà anche quello per le Marche, Porto San Giorgio e Amandola, che sono i 2 comuni più coinvolti, che hanno investito in questo film e che da tutti sono stati ringraziati.

La speranza c’è e corre assieme a quella di una famiglia complicata che non si lascia andare, che come un pesce non si ferma e salta fuori dalla rete per non omologarsi e non farsi portare via. Di certo, ogni spettatore alla fine si porrà una domanda: ma dove si trova quel paradiso in cui è stato girato il finale? Un paradiso che i fermani, e mezza Europa, conoscono bene: è la Contea dei ciliegi e Pedaso, un angolo di terra a strapiombo sul mare.  Quello, siamo certi, che tutta Italia lo verrà a cercare. Ma per arrivarci si passerà per Porto San Giorgio, magari facendo tappa a Fermo prima di girare le spalle al mare e fermarsi a guardare i Sibillini e Amandola.

Quante emozioni, quanti messaggi dentro ‘Come saltano i pesci’, un film sull'amore, sulla fede, sull'amicizia, sulle Marche. Un film che ti insegna che non bisogna avere paura, perché “se fate una capriola, il mondo alla fine gira sempre insieme a voi”. Chi l’ha detto? Quando? Da stasera, in 50 sale in tutta Italia, lo scoprirete.

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com