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Teatro delle Api: Cristicchi e Marisa Laurito stelle di una stagione impegnata

nerinuova

Per il Comune un impegno importante, quasi 20mila euro, “che basterebbero appena per uno spettacolo di livello di prosa, ma noi…” ribadisce col sorriso Giambattista Tofoni, fondatore di Tam, l’uomo che rende tutto possibile assieme a Marcorè. UNA STAGIONE PER RIFLETTERE

FERMO – Neri Marcorè domina la sala dal maxi schermo della Carifermo. Parte da qui la stagione teatrale, dalle poltroncine rosse che la Fondazione ha pensato per ospitare il bello della provincia. Noi cerchiamo di mantenere il nostro sostegno e fino a quando ci riusciremo non mancherà mai. Una stagione importante che sono certo sarà premiata da un grande successo”.

Prosa e musica si fondono dentro il teatro delle Api con delle chicche di livello più che nazionale, come lo spettacolo di Simone Cristicchi il 22 febbraio “Una stagione ricca, merito del nostro direttore artistico. Se ancora una volta per il 13esimo anno consecutivo siamo qui a presentare il programma, senza un solo aumento di prezzi, lo dobbiamo a Neri che più lavora e più ci resta vicino” sottolinea il sindaco Nazareno Franchellucci. Per il Comune un impegno importante, quasi 20mila euro, “che basterebbero appena per uno spettacolo di livello di prosa, ma noi…” ribadisce col sorriso Giambattista Tofoni, fondatore di Tam, l’uomo che rende tutto possibile assieme a Marcorè.

Il programma.

Marcorè, collegato dalla Liguria dove sta per tornare a teatro, presenta i sei spettacoli: “Non facile organizzare la stagione, ma da anni portiamo artisti a esibirsi sul palcoscenico e quest’ano con uno sforzo in più realizziamo sei serate, un tempo iniziavamo in autunno, oggi a febbraio. Ma questo è frutto dell’attesa del budget e anche il tentativo di poter contattare artisti – amici per usufruire di alcun vantaggi legati al loro tour. Più facile ottenere la presenza se si trovano vicini a Porto Sant’Elpidio. Non tutte le compagnie fanno date secche, molte cercano più serate nello stesso luogo”. Il filo conduttore è il tema dell’uomo e dell’altro. “Un po’ del senso di solitudine e di superarla attraverso l’accoglienza, il riconoscimento di chi ci sta davanti” aggiunge Neri.

Con Michele La Ginestra e Massimo Wertmuller si parte con la storia di due soldati romani che si ritrovano a riflettere qualche anno dopo la crocifissione di Gesù. Una figura sempre più importante oggi che si parla di persone credenti, che si definiscono cristiani e che invece si comportano tutt’altro che in modo umanitario. È un modo di riflettere su chi ha vissuto l’evento che ha vissuto il momento che ha cambiato l’umanità con un collegamento con i giorni nostri. Due attori dalla grande ironia, ce alterneranno momenti di riflessione profonda al sorriso (6 febbraio).

La spontaneità di un bambino, la sua innocenza sono al centro dello spettacolo di Simone Cristicchi artista poliedrico. Un anno fa per due volte è stato a RisorgiMarche, ama alternare l’attività di cantante a quella di attore e scrittore. La storia è quella di Raffaello, che è affetto da una sorta di autismo, che riesce però a guardare il mondo con una innocenza e naturalezza che lo fa sempre essere allegro, positivo e ottimista. Un messaggio che aiuti a riflettere (22 febbraio).

Poi arrivano ‘Due donne in fuga’ con Marisa Laurito e Fioretta Mari. La casalinga e l’anziana chiusa in una casa di riposo scappano insieme, facendo l’autostop che fa nascere una grande amicizia. Insieme vanno in cerca della vita, di quello che può riservarle (12 marzo).

Spazio poi al monologo con Beatrice Fazi, che riprende un testo di Francesca Zanni, autrice che apprezzo. Anni fa portammo ‘Tango’ che parlava dei desaparecidos argentini. Cinque donne del sud protagoniste per cinque punti di vista diversi interpretati dallo stesso volto. Riflessione e divertimento (23 marzo).

Il ritorno di Antonio Rezza, l’uomo dei sold out, mi riempie di gioia. È uno dei più grandi clown che piace all’estero. Spettacoli difficilmente descrivibili, vanno visti e vissuti. Questa volta sarà protagonista con ‘Fotofinish’ che richiama il percorso di questo uomo che si fa selfie continui per superare la solitudine, facendo l’intervistato e l’intervistatore. Non so come finirà, se con una morale, ma di certo è lo spettacolo che rappresenta pienamente il tema dell’altro (24 aprile).

Gran finale a maggio, il 9, con ‘L’abisso’ di Davide Enia, scrittore che ammiro e vi consiglio ‘così in terra’ un romanzo tra i miei preferiti. È un siciliano e si sente, visto che usa molto i termini. Ripercorre il mondo dei migranti, della ricerca delle condizioni di vita migliori. Il racconto in prima persona parte da Lampedusa. Il luogo dell’incontro tra culture, etnie, diversità. Un fenomeno che non possiamo confezionare con slogan e frasi fatte, con la propaganda che sentiamo. Bisogna riflettere, dobbiamo andare a fondo. La quesitone esiste, dobbiamo affrontarla. Per formarsi un’opinione è bene sentire tutte le campane. E la riflessione di Enia sarà preziosa, che apre lo sguardo sulle persone a prescindere dal colore della pelle e della fede religiosa”.

La linea piace a tutti i protagonisti, dal sindaco Franchellucci, “la condividiamo in pieno”, a Raimondo Arcolai per l’Amat e allo stesso Tofoni che aggiunge: “Cultura sparita da agenda di Governo. Amministrazioni comunali sono un baluardo contro…non fatemi dire altro”. Come sempre, stando alla stagione, lo spettacolo musicale arriverà last second: “Arriviamo sempre per ultimi, ma il successo degli ultimi 13 anni grazie alla macchina dell’Amat e in un paio di settimane partoriamo la stagione. Aspettiamo il last minute tour, vediamo cosa accade a Sanremo. Quindi non annunciamo nulla, ma abbiate fiducia”.

Anche perché la sorpresa potrebbe arrivare in tandem con lo stesso Marcorè: “chissà, non è in programma. Vediamo come risponde il pubblico alla stagione preparata. La voglia c’è, non assicuro ma neppure nego la possibilità”: insomma, più sold out ci saranno, più probabile rivedere uno spettacolo in tandem come fatto dall’attore con i vari Baglioni e Barbarossa negli anni passati.

Raimondo Arcolai riprende il programma e ribadisce: “Una stagione da teatro nazionale. Con Battista Tofoni abbiamo un modo di lavorare inusuale, ma usato nella musica che è di cercare l’evento di maggior richiamo attraverso l’uso di date off. E la riprova che funziona, il 98% di biglietti venduti. Sappiamo che non è facile investire i momenti di difficoltà nella cultura e nel teatro, un plauso a lei e alla sua città. Stagione di alto valore”.

A cui si abbinerà oltre quella del teatro per ragazzi, una rassegna parallela fatta di musical e realtà locali di alto livello, come spiega l’assessore Luca Piermartiri: “Partiamo domenica 27 gennaio con ‘I promessi sposi’, spettacolo in chiave moderna che rivisita il romanzo di Manzoni collegando all’attualità.

Sabato 23 febbraio con la compagnia dei Frolli e il loro Notre Dame de Paris. Il 23 marzo La compagnia della Marca con Aprite i vostri Occhi. Un ritorno dopo ‘Salvatore Giuliano’ con uno spettacolo nato dalla collaborazione del fermano Roberto Rossetti con Legambiente dedicato ai territori colpiti dal sisma. uno spettacolo che vuole far riscoprire la bellezza delle cose. il 13 aprile altro musical con ‘Che musica maestro’ e chiusura con la compagnia del Buio, formata da molti giovani del territorio che porteranno in scena ‘Stereotipi, uomo contro donna’”.

Per tutto questo, prezzi confermati con il posto unico a 15 euro e gli abbonamenti a 75. Non resta che andare al botteghino e assicurarsi una poltroncina che aprirà le menti senza indirizzare i pensieri ma favorendone la vitalità.

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