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Teatro al femminile nel Fermano: tre giorni in compagnia della voce di Syria e della bellezza della Lodovini

lodovini

Cantante e attrice in azione venerdì e sabato tra Sant'Elpidio a Mare e Montegranaro.

Nel segno delle donne. Per due giorni il fermano diventa il teatro, è proprio il caso di dirlo, delle donne. Due serate in compagnia di Syria e Valentina Lodovini, una delle più belle attrici del grande schermo. I palcoscenici di Montegranaro e Sant’Elpidio saranno la loro casa venerdì e sabato.

Sirya sale sul paalco del Cicconi a Sant’Elpidio a Mare, venerdì sera con lo spettacolo che si intitola “Perché non canti più” dedicato a Gabriella Ferri. “«Da una valigia rossa – spiega il regista Pino Strabioli – è nato un libro/album dove ho raccolto scritti, disegni, appunti, scarabocchi, lettere e pensieri di Gabriella. Quella valigia mi è stata data dal marito [di Gabriella Ferri] e da suo figlio. In quella valigia ho rovistato per intere notti e interi giorni, accatastati, sparsi, mischiati c’erano e ci sono ancora fogli di carta colorati e in bianco e nero. Ho incontrato Syria in un ristorante di Trastevere e mi ha dichiarato la sua passione per Gabriella. Abbiamo pensato di provare ad aprirla insieme quella valigia per farla diventare suono e voce. Stiamo sparpagliando le note e le canzoni che Gabriella amava di più e le stiamo mischiando ai suoi pensieri. Sarà un cantare recitando o un recitar cantando. Un concerto, un racconto”.

Gran finale a Montegranaro con una delle belle del cinema italiano che rinfresca la commedia “Tutta casa, letto e chiesa” scritta da Dario Fo e Franca Rame. Valentina Lodovini, dopo il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Maria "Benvenuti al Sud", si è alternata tra tv e teatro. Ora punta su questo spettacolo dedicato alla condizione femminile e in particolare alle servitù sessuali della donna. Si ride, e molto, ma con grande amarezza. Portato in scena da Franca Rame alla Palazzina Liberty a Milano nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista, il testo è stato allestito in oltre trenta nazioni: segno che la condizione femminile deve ancora fare progressi in molte parti del mondo.

Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l'uomo. O meglio il suo sesso, sempre metaforicamente presente in scena, ingombrante, oppressivo. A fare da contraltare, nei quattro brani che compongono la pièce, altrettanti personaggi femminili: una casalinga che all'interno della famiglia ha tutto fuorché la considerazione (Una donna sola); una donna subalterna all'uomo nell'atto sessuale (Abbiamo tutte la stessa storia); un'operaia sfruttata tre volte, in fabbrica, in casa e in camera da letto (Il risveglio); un'Alice, personaggio portante della nostra società (Alice nel paese senza meraviglie) protagonista del disincantato epilogo.

Due momenti diversi, due serate da non perdere resi possibili dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali e l’Amat.

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