04212019Dom
Last updateSab, 20 Apr 2019 9pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

La Sala degli Artisti punta su Cold War per entrare nel 2019

cardarellionair

Probabilmente è più facile amare la propria patria in tempo di guerra che dopo, specie quando poi ci si ritrova ad attraversare le macerie, sia quelle reali, tangibili, che quelle di un’identità culturale tutta da ricostruire.

FERMO – Chiude e apre l’anno con un film di qualità la Sala degli Artisti di Fermo. Fino al 2 gennaio in programmazione "Cold war" del regista polacco Pawel Pawlikowski (già Premio Oscar), premiato a Cannes 2018 e Miglior film all'European Film Award. 

Girato con eleganza impeccabile, in formato 4:3 e splendidamente fotografato, "Cold War" si apre con un excursus su quel che resta del folclore nella Polonia post-bellica, per trasformarsi poi in una sorta di Giulietta e Romeo ai tempi della cortina di ferro.
Durante la guerra fredda, tra la Polonia staliniana e la Parigi bohémienne degli anni ’50, un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante vivono un amore impossibile in un’epoca impossibile.
Probabilmente è più facile amare la propria patria in tempo di guerra che dopo, specie quando poi ci si ritrova ad attraversare le macerie, sia quelle reali, tangibili, che quelle di un’identità culturale tutta da ricostruire. E di certo è stato complicato nella Polonia post-bellica trovare una via al patriottismo nell’ambito dell’egemonia politica e culturale dell’Unione Sovietica, cercando magari di resistere alla tentazione di fuggire all’Ovest.
Ruota intorno a questi temi, passando dal collettivo al personale, dal metaforico al narrativo, queso splendida pellicola, ispirata alla vera storia dei genitori del regista.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Ponte di Rubbianello: cinque anni di nulla dopo il crollo

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.