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'Così fan tutte' ma con il regista Pizzi lo fanno ancora meglio: la lirica sul palco del teatro dell'Aquila

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Marco Moresco, pianista e compositore, oltre a essere un direttore di valore, è il completamento di lavoro di aggregazione della Fondazione. Arriva dall’Abruzzo, ma nel 1998 è stato insegnante al Pergolesi. “Questo teatro è perfetto per lavorare, non ci sono attriti. Un’opera complessa per una città che non è bella, di più”.

FERMO – La vera guest star è il maestro Pier Luigi Pizzi. Ieri ha conquistato gli alunni di mezzo Fermano, domani toccai ai fortunati 800 spettatori del teatro dell’Aquila. È lui l’anima dell’allestimento di Così Fan Tutte che debutta a Fermo per poi passare ad Ascoli Piceno e a Fano. Del resto, è una produzione della rete lirica delle Marche, esempio di sistema che funziona. “Un riscontro importante, sold out per le scuole, lo è quasi per il sabato sera. Questa città ama il maestro Pizzi” sottolinea il vicesindaco Francesco Trasatti.

Luciano Messi e Alessio Vlad sono i due compagni di viaggio musicale. “Ogni appuntamento si apre con delle audizioni dei membri del conservatorio, cantanti e musicisti”. Chi è soddisfatto è Igor Giostra: “Un fiore all’occhiello per la nostra stagione che terminerà con il Falstaff. Opera interessante il Così fan tutte. Mette in luce due atteggiamenti: cinismo e positività di chi non vuole perdere il rapporto con l’amore vero. C’è uno iato tra la musica e il testo che vede protagoniste le sorelle Ferraresi. Musica di altissimo livello, di un genio celestiale (Mozart) che raggiunge vertici inarrivabili. In questo la regia aiuta, porta candore, omogeneità, forza rendendo luci e costumi un unicum perfetto”. Sta crescendo la Rete Lirica delle Marche, grazie anche all’impegno di Trasatti: “Ora spero che – conclude Giostra –ogni aspettativa venga soddisfatta con un bilancio che ci permetta di mantenere questo livello”.

Il maestro Alessio Vlad parte proprio da qui: “Fare cose buone in Italia è sempre più difficile, questa fondazione è un miracolo. Riesce anche a valorizzare teatri meravigliosi. Le Marche ha la più alta concentrazione di teatri. Se lavorano, vivono, la fondazione porta produzione. E noi lo facciamo con Pizi, uno dei monumenti del teatro degli ultimi cinquant’anni, e tanti giovani”. Sbirciando da uno dei palchi si ammira l’allestimento, che entra quasi dentro la platea. Il direttore Messi torna al 2011, quando è nato il primo Così fan tutte di Pizzi: “Fu uno spettacolo che unì il territorio e così oggi, con tre teatri. Le coproduzioni migliorano la qualità e in un attimo si superano le differenze legate alla provenienza. È bello produrre entrando in un teatro per abitarlo. Manca la rigidità, merito del maestro Pizzi, il più giovane di tutti noi”.

Marco Moresco, pianista e compositore, oltre a essere un direttore di valore, è il completamento di lavoro di aggregazione della Fondazione. Arriva dall’Abruzzo, ma nel 1998 è stato insegnante al Pergolesi. “Questo teatro è perfetto per lavorare, non ci sono attriti. Un’opera complessa per una città che non è bella, di più”.

Chiosa finale al grande scenografo e regista Pizzi: “A Fermo sono sempre be accolto e ci torno con entusiasmo. Il mio sostegno a Giostra, che dimostra di dare un contributo importante alle iniziative di cultura. Queste iniziative sono la riprova che si può fare senza sprechi. Noi ci impegniamo perché lo spettacolo non soffra. Ma non rinuncio a niente, perché ho tutto al massimo livello. ho un cast straordinario di giovani (quattro cantanti presenti in sala con la loro bellezza) che ha saputo impegnarsi con generosità. Sono convinto che alla fine della prova se avessi detto continuiamo si sarebbe ripreso a cantare. Bel clima di lavoro, con l’uso di tutte le ore della giornata per far maturar l’opera. E poi quando c’è di mezzo Mozart è tutto particolare, perché tutti sono colpiti dal virus Amadeus da cui per fortuna non si guarisce”.

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