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Eventi

Mani unite, voglia di cantare e di ripartire: ecco RisorgiMarche, il festival che manda messaggi ai potenti

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Non basta tutto questo, lo sa bene Neri Marcorè che però non manca mai a un appuntamento, che arriva camminando, che saluta i partecipanti che dice poche e non lacrimevoli parole aprendo ogni concerto.

di Raffaele Vitali

Tante le immagini che accompagnano ogni concerto di RisorgiMarche. Tante e diverse. Ma una andava scelta: una coppia che cammina, tenendosi per mano, con indosso due magliette dell’iniziativa realizzata da Neri Marcorè. Una datata 2017, l’altra 2018. È in questa continuità che si cela la grandezza del festival che porta la musica, le persone, gli artisti in mezzo ai Sibillini. Non in luoghi comuni, ma in luoghi unici per la loro bellezza. È in quelle due mani che si stringono che c’è la voglia di superare le difficoltà di un territorio ferito, di chi, salendo verso Frontignano per cantare con Alex Britti, ha attraversato la devastazione. Ma stringendosi per mano, i residenti resistono e rilanciano. Mercatini a Visso e Ussita, con prodotti tipici e artigianato, sagre che ripartono, le Sae che si animano e diventano davvero una nuova comunità.

Non basta tutto questo, lo sa bene Neri Marcorè che però non manca mai a un appuntamento, che arriva camminando, che saluta i partecipanti che dice poche e non lacrimevoli parole aprendo ogni concerto. E come Neri, lo sanno i tanti che lavorano dietro le quinte, cominciando da Giambattista Tofoni, il fondatore di Tam, uno che durante l’anno passa almeno 200 giorni all’estero perché guida l’associazione europea del Jazz. Ma che per la sua terra, per far correre RisorgiMarche, si infila una maglietta, tiene in mano un cellulare e una radiolina, cammina e non si ferma mai.

È questo lo spirito giusto, che può solo servire da stimolo a chi deve ricostruire i luoghi. Non ha una cazzuola in mano Marcorè, non ce l’ha Britti, che però con la chitarra riesce a costruire momenti di serenità e sogno, non ce l’hanno i seimila, forse di più, che si sono seduti diligenti sul prato per cantare 7mila caffè o immaginare il mare a Milano prima di abbracciare il vicino con Una su 1milione. Ma insieme sono un messaggio, sono una fotografia, sono il segno che non c’è un momento per dare attenzione, ma c’è attenzione. C’era nel 2017, c’è oggi.

Questo è RisorgiMarche, questo è quello che devono avere davanti agli occhi oggi giorno i parlamentari, alle prese con il decreto sisma “che deve essere migliorato, come chiesto, altrimenti sono preoccupato” ricorda il governatore Luca Ceriscioli, ma anche i politici locali, quelli che dalla Regione stanziano fondi che rimangono poi impantanati nelal burocrazia. Ma se è riuscito a cantare qualche giorno fa Cristicchi sotto la pioggia a mille metri davanti a migliaia di persone, non può essere impossibile cambiare una norma. Basta volerlo, basta pensare a quelle mani che unite cammino verso la folla in festa di un lunedì che ci fa credere davvero che RisorgiMarche sia più di uno slogan. (IL PROGRAMMA)

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