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Eventi

Pronti a ripartire: Marcorè lancia RisorgiMarche da Tipicità. "Siamo una comunità in cammino"

nerimona ok

Prati trovai puliti e lasciati intonsi, “abbiamo raccolto poche sacchi di rifiuti in tredici concerti”, fauna mai disturbata, “un falco si allontana pe due giorni dalla zona anche se passano quattro persone”, e molti prati sono rinati con il calpestio, “un tempo lo facevano le mandrie”, e quindi i concerti hanno cancellato ogni possibile dubbio.

FERMO – A Tipicità approda Neri Marcorè e il suo RisorgiMarche: Esperienza artistica collegata alla solidarietà, collegata alla natura, collegata alla comunità. “Non vi aspettate il programma, un anno fa ho cominciato a fare le prime telefonate per partecipare al festival diffuso tra febbraio e marzo. E quindi, bisogna aspettare un po’. “Un anno fa il calendario venne annunciato il 5 giugno a Roma” racconta Neri Marcorè. Da quel giorno, solo social e interviste. “Vorremmo presentare tutto per la fine di maggio, ma se aspettare una settima in più significa la presenza di un artista, aspetteremo”.

Tra il 24 agosto e il 30 ottobre Marcorè è stato ad Arquata e Pescata del Tronto e ho incontrato degli sfollati. “La prima cosa che mi hanno chiesto è: ‘non dimenticateci’. Un appello che la scossa del 30 ottobre ha reso ancora più forte. Da quel giorno in tv passavano Amatrice e Norcia, molto poco delle Marche quando invece da sole rappresentano il 65% del territorio colpito dal sisma”.

Il senso di identità ha preso il sopravvento nell’attore: L’idea dell’iniziativa singola è crollata subito e ispirandomi al festival delle Dolomiti ho pensato a RisorgiMarche, con passeggiate, con il piccolo sacrificio del cammino, con il sudore connesso alle parole e alle sensazioni da scambiare con chi cammina al fianco dell’altro. Era anche un riappropriarsi della lentezza che ci fa dialogare” prosegue.

Ottantamila presenze per tredici concerti, “sessantamila solo per Mannoia-Barbarossa e De Gregori, tanti marchigiani ma anche da fuori regione. “Un’occasione di visibilità e di commercio per le tante aziende colpite dal terremoto che però continuavano a produrre ottimi prodotti abbiamo creato un indotto importante”. Non sono mancati i problemi, nonostante i consigli per affrontare le passeggiate. “E non sono mancate neppure le critiche da chi pensava che avessimo tolti fondi alla manifestazione. Ma chiariamo. RisorgiMarche è stato finanziato dal Milleproroghe, un fondo del Mibact legato alla promozione turistica della regione che nulla la aveva a che fare con la ricostruzione. Spenderli per una iniziativa come questa, è stato giusto, legittimo e trasparente. E molti di noi lo hanno fatto gratuitamente, cominciando da me e Giambattista Tofoni”.

Gli artisti sono venuti gratis, come i tanti volontari della Protezione civile, mentre i tecnici, “giustamente” aggiunge Neri, sono stati pagati. “Il successo ci ha fatto dire: ripetiamo il festival”. La ricostruzione tarda e tarderà, ne è conscio Marcorè: Ma era importante uscire dalla criticità. Noi che siamo parte della società civile non potevamo aspettare la burocrazia e abbiamo preso la corsia preferenziale dei rapporti diretti e personali. E tuti gli artisti sono amici miei, con cui ho potuto ragionare su date e luogo a cui abbinarlo dopo i sopralluoghi di Massimo Stabile. E ogni luogo lo abbiamo ragionato per siti, senza guardare al comune di proprietà”. Così sarà quest’anno: “troveremo nuovi luoghi, ma qualcuno lo bisseremo perché ha ben funzionato. Non dimentichiamo che i vantaggi arrivano ovunque e che molti luoghi per raggiungerli si attraversavano quattro comuni”. “È stato il festival delle comunità, non dei comuni” ribadisce Tofoni.

Prati trovai puliti e lasciati intonsi, “abbiamo raccolto poche sacchi di rifiuti in tredici concerti”, fauna mai disturbata, “un falco si allontana pe due giorni dalla zona anche se passano quattro persone”, e molti prati sono rinati con il calpestio, “un tempo lo facevano le mandrie”, e quindi i concerti hanno superato ogni possibile dubbio.

Tofoni è stato l’organizzatore materiale. “ci accusarono di costruire mega parchi ed essere distruttori della natura. E invece abbiamo creato un pellegrinaggio laico che portava solidarietà e contribuiva alla ripresa. Abbiamo creato un festival ecosostenibile in ogni aspetto. Non c’erano grandi parchi ma una cordicella che separava trentamila persone da Fiorella Mannoia. Nessuno ha oltrepassato quella corda. La gente stava seduta in comunità”. E poi c’è stata la comunicazione ‘no stampa’: “Da dopo la presentazione abbiamo puntato sul canale social per far conoscere ogni passaggio di RisorgiMarche, un nome che abbiamo pensato in 15’ comprando tutti i domini possibili in un attimo per poi affidarla a Desirée Colapietro Petrini che ha creato un mondo social perfetto”. Il successo è stato nella voce interazioni. Una pagina ha in media il 2% rispetto al numero di fan, RisorgiMarche ha creato più interazioni dei fan, oltre che milioni id visualizzazioni per molte delle comunicazioni. “E la seconda edizione è una pagina bianca” concludono Tofoni e Marcorè. “Siamo tutti attaccati allo stesso manto” la frase spot di Ron dentro il video che in tre minuti racconta qualcosa di unico.

@raffaelevitali

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