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Eventi

Tre rettori a Tipicità: "Le Marche sono il laboratorio del saper pensare, cercare e fare"

taglio nastro

Così come sono punto di forza tutte le anime di Tipicità, dai produttori agli imprenditori, dagli artigiani ai coltivatori, per coinvolgere ogni singola anima della ventiseiesima edizione.

di Chiara Morini

FERMO - È partita anche quest’anno: edizione numero ventisei di Tipicità. Il tempo di tagliare il nastro e tutte le istituzioni, autorità e partner dell’evento, guidati dal “padrone di casa”, il sindaco Paolo Calcinaro, si sono confrontati sul tema scelto per Tipicità: il crocevia delle qualità. Di fronte ad una sala gremita e moderati dal patron dell’evento, Angelo Serri, sono intervenuti Nunzio Tartaglia, responsabile macro area centro-sud Ubi Banca, “project sponsor” di Tipicità, Claudio Pettinari, Rettore dell’università di Camerino, Francesco Adornato, Rettore dell’ateneo di Macerata, e Sauro Longhi, Rettore della Politecnica delle Marche.

Occorre sviluppare una massa critica nella nostra regione – il Tartaglia pensiero – al fine di creare una regione che sia unita in un solo territorio”. Solo questo il punto di forza della kermesse dedicata alle specialità alimentari, alle bellezze delle nostre terre, e alla sapienza dei prodotti artigianali? No, perché per l’esponente di Ubi banca, è importante anche il collegamento tra il settore pubblico e quello privato, ovvero tra gli imprenditori e gli organizzatori dell’evento espositivo, e gli enti e istituzioni che fanno la loro parte. Le Marche non sono solo un territorio dalle menti critiche, sono molto di più. Sono “eccellenti nel sapere comune”, commenta il rettore dell’Università di Macerata, Francesco Adornato, che ritiene che sia proprio l’Università a dover creare quella massa critica, punto di forza delle Marche, di cui parla Tartaglia. “Tipicità è una manifestazione capace di unire i territori partendo dalle diversità di ognuno e valorizzandole”, prosegue il rettore maceratese. Di qui la necessità, per lui, di creare una dimensione nuova di produttori, creando e potenziando il senso di comunità che faccia da ponte tra le diverse culture della nostra terra. Ma la qualità delle Marche dove sta? Perché con soli quattro atenei (a fronte dei 7 milanesi) la nostra regione se la “gioca” alla pari con il nord Italia? La risposta prova a darla il rettore della Politecnica delle Marche, Sauro Longhi.

“La qualità della nostra regione sta nel territorio – dice – e nella ricerca. Siamo nettamente superiori nel campo medico e in quello dell’ingegneria”. Per poter continuare ad esserlo, però, bisogna continuare a sfatare, come già si sta facendo, il fatto che la conoscenza e l’innovazione siano legate solo ad alcune latitudini. “Servirebbero il doppio di studenti” dice Longhi, “Servirebbe ovviamente anche il doppio delle risorse” gli fa eco il collega dell’ateneo camerinese, Claudio Pettinari. “Nella nostra università cerchiamo sempre di concretizzare la ricerca – dice – e qui a Tipicità lo abbiamo dimostrato. Quest’anno abbiamo portato i risultati dell’ultimo anno e mezzo di attività”. E a tutti quelli che parlano di Marche come del cosiddetto “saper fare”, Pettinari risponde che in realtà bisognerebbe parlare di “Regione del saper pensare, ricercare, e poi del fare”. Un po’ come a dire: considerare le Marche come un laboratorio. Portare dunque sotto i riflettori i materiali innovativi che sono il punto di forza delle Marche.

Così come sono punto di forza tutte le anime di Tipicità, dai produttori agli imprenditori, dagli artigiani ai coltivatori, per coinvolgere ogni singola anima della ventiseiesima edizione. Così il primo giorno è partito con il divertente Wine Hackathon per progettare una destinazione sostenibile a cui sono seguiti due forum, uno con le testimonianze legate al rilancio dell’economia, e uno accreditato dall’Ordine dei Giornalisti sui territori da comunicare, ispirati alla rigenerazione di una terra ferita dai terremoti del 2016. Oggi toccherà ai bed & breakfast, mentre per la sezione Accademia c’è il cooking show. Non mancano gli incontri con il vino e con le birre artigianali. Da non perdere anche la tavola rotonda sulla riscoperta del fagiolo monachello nell’area Bio Garden.

Si può scoprire l’ingegno e la manualità che c’è dietro alla fisarmonica, alle pipe e al ricamo con Art&Genius, mentre gli amanti della narrazione, grandi e piccoli, apprezzeranno gli incontri di Marche Book Style. Tanti gli appuntamenti, tra laboratori e attività, di Tipicità for kids e di Orizzonti Bio per incontrare da vicino i produttori locali. A questi eventi in programma nei tre padiglioni Wine&Food, Experience ed Art&Genius si aggiungono quelli previsti nel centro storico di Fermo per Tipicità in the city (per i visitatori di Tipicità navetta gratuita, andata/ritorno per la città).

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