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Eventi

Cibo, turismo e tecnologia. Perché andare a Tipicità? Ecco qualche buona ragione

chef

Tra teatro accademia e sale convegni, dove imperdibili diventano i momenti realizzati grazie al vulcanico Giaconi Editore, che sarà anche piccolo e local, ma ha coraggio e determinazione per rendere un libro un piccolo best seller.

di Raffaele Vitali

FERMO – Ci sono tanti buoni motivi per prendersi un paio d’oro e perdersi tra i corridoi colorati del Fermo Forum. Da oggi a lunedì Fermo diventa il cuore delle prelibatezze, il regno delle eccellenze alimentari, la terra del vorrei e se ci provo posso. Perché entrare dentro Tipicità, il festival del made in Marche, è come guardare dentro un paiolo sul fuoco dove girano gli ingredienti: sono tanti, sembrano tutti diversi, ma poi alla fine esce u buon piatto. Proviamo a capire perché.

La prima ragione è che Tipicità ha un programma immenso, variegato e ricco. Il filo conduttore quest’anno è riassunto nel sottotitolo: Il crocevia delle qualità. Crocevia è l’intreccio tra tradizione e modernità. Qualità è il prodotto che arriva dalla terra, da quella spugna di grano che per anni è stata simbolo e che quest’anno è stata sostituita graficamente da un piatto he sembra pieno di verdure e che invece racchiude un paesaggio. UN programma arrivcchito anche dal 'fuori Tipicità' che a Fermo diventa Tipicità in the city, con il centro cittadino che si apre a turisti e curiosi con mostre e aperitivi.

La seconda ragione è legata ai contenuti. Tipicità quest’anno, sotto la consueta regia di Angelo Serri e Alberto Monachesi, è voluta andare oltre i propri confini legati alla terra, alla produzione e ha aperto le porte al mondo dello studio, alle università. E quando questo accade, non sai mai cosa puoi trovarti dietro la scrivania. È il caso di Angelo Cavicchi, il docente di Macerata che proietterà i partecipanti in mondi apparentemente lontani dall’agricoltura, facendo scoprire il mondo del business e dell’innovazione tecnologica legata in primis al marketing, ma non solo perché grazie alla Politecnica guidata da Sauro Longhi con applicazioni innovative verranno mostrate le piante con immagini ravvicinate multispettrali e si potrà comunicare con le piante stesse attraverso sensori posti nel terreno per sapere se hanno bisogno di acqua.

Infine, terza e ultima ragione, che in realtà è duplice, a Tipicità si parla e si prova cibo. Tanti chef stellati, incluso un 3 stelle, quelli che si ammirano in tv e che invece Serri e Monachesi portano in gran numero entro il Fermo Forum. Un’occasione per i nostri ristoratori e per i tanti appassionati che poi, una volta finito il cooking show, potranno entrare nell’ultima parte dei padiglioni, quella dove ci sono i prodotti a chilometro zero o comunque bio e di alta qualità. Lì, in quel mercatino, si porterà a casa un pezzo di Tipicità e si darà una mano concreta a chi sta lottando per ripartire, visto che come sempre ci sarà l’attenzione delle Vetrine Sibilline, e non solo, a chi ha superato il sisma e oggi, nonostante tutto, ha lo sguardo fiero di chi in mano ha il suo oro.

Insomma, da oggi a lunedì perdersi al fero forum ha più di un senso, basta superare i padiglioni istituzionale, quelli in cui i Comuni, partner economici fondamentali, portano le loro brochure e arrivare nel cuore del Festival, tra teatro accademia e sale convegni, dove imperdibili diventano i momenti realizzati grazie al vulcanico Giaconi Editore, che sarà anche piccolo e local, ma ha coraggio e determinazione per rendere un libro un piccolo best seller. Non ci credete? Prendete in mano il Tripponario oppure sedetevi e ascoltate la presentazione di ‘Enjoy the goodbye’ e capirete che turismo, cibo, musica, grazie al legame con il Rossini Opera Festival pesarese, e libri sono molto più vicini di quanto pensiate.

@raffaelevitali

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