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Eventi

Intervista a Paolo Belli: "Dal camerino vedo il mare e i monti, che meraviglia il Fermano. Amo le Marche"

paolo belli

Domani, 6 gennaio, l'anteprima del nuovo tour tra teatro e musica. "Vi amo, ma mi fate mangiare troppo. Temo che dopo tre giorni qui tornerò in Emilia ingrassato. Siete ospitali, e forse troppo…Però lo “sforzo” che faccio è piacevole”.

di Chiara Morini

FERMO – Ama le Marche e non ha di certo scelto a caso Fermo per lanciare il suo nuovo tour: Paolo Belli sabato sera, giorno dell’Epifania, è al Teatro dell’Aquila di Fermo con il suo “Pur di fare musica”. Musical? Concerto? Niente di tutto ciò, perché lo spettacolo è una commedia musicale. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio.

Belli, lei le Marche le conosce bene…

“Le conosco? Le amo! Vivete in una regione meravigliosa. Le Marche mi portano fortuna, mi danno energia. Le faccio un esempio. Ora mi trovo a Fermo, nel camerino, ma prima ero in albergo, a Porto San Giorgio. Uno dei luoghi più belli, ho preso la bici e sono venuto al teatro dell’Aquila. Dalla finestra del camerino il panorama è fantastico: giro la tesa a sinistra e vedo il mare, la giro a destra e vedo le montagne”.

Perché ha scelto proprio Fermo per l’anteprima del suo tour?

“La “colpa”, chiamiamola così, è di Beppe Reschini, uno dei miei collaboratori, originario di Fermo. Lui conosce i teatri, e ha pensato che quello fermano andasse bene. Ha contattato la direzione e ha detto ok. E poi glielo ho detto poco fa: le Marche mi portano fortuna. Scaramanzia a parte, qui nel vostro territorio al teatro ci tengono, e il pubblico se la commedia piace te lo dice, se non piace te lo dice lo stesso. È perfetto per capire se c’è qualcosa che non va”.

Cosa le piace di più delle Marche e del Fermano?

“Vi amo, ma mi fate mangiare troppo. Temo che dopo tre giorni qui tornerò in Emilia ingrassato. Siete ospitali, e forse troppo…Però lo “sforzo” che faccio è piacevole”.

Quale città le piace di più delle Marche?

“Ehm… domanda complicata sono stato un po’ ovunque, da Fermo a Porto San Giorgio, da Macerata ad Amandola, da Porto Sant’Elpidio a Montegiorgio. Ognuna mi dà qualcosa, e agli amici che mi chiedono consigli per le vacanze io dico sempre le Marche. Anche Senigallia e Pesaro sono belle, e comunque, pur non riuscendo a scegliere, posso dire che preferisco il mare. Il mio sogno “lavorativo” nelle Marche? Lavorare allo Sferisterio, quello mi manca”.

Parliamo della commedia musicale, “Pur di fare musica”. Quanto Paolo Belli c’è nel protagonista?

“Il protagonista è Paolo Belli, e dunque fa quello che farebbe lui. La commedia l’ha scritta il co-autore, Alberto Di Risio, basandosi sulla mia vita e su quella dei musicisti; racconta la vita, con tutte le gioie del fare e i dolori”.

Perché questo titolo?

“La musica è la mia passione e pur di farla, capisci che devi affrontare anche le negatività, perché quelle forgiano, e poi lo fai con leggerezza, perché la musica è seria, ma allo stesso tempo leggera, deve far divertire. I miei musicisti hanno fatto la gavetta, e hanno imparato che la vita è un “gioco serio”, e non un castello di carta. Per fare musica devi fare tutto. E sul palco saliranno anche i miei musicisti, e con tutti tranne uno (non posso svelare perché), ci chiameremo con il nostro nome”.

Paolo Belli è più teatro o più musica?

“La musica l’amo, il teatro pure. L’ho scoperto tardi, grazie a Giorgio Panariello. Risi mi ha notato e mi ha portato a questa scommessa. Alla fine delle due ore sono stremato, ma non importa, la gioia di vedere le emozioni della gente, è unica. Continuerò a fare teatro, studierò per farlo. Del resto c’è gente come Jannacci, Carosone e Buscaglione, che in questo mi hanno preceduto”.

Anche a teatro concluderà la serata con un selfie collettivo come nei concerti?

“Vuol sapere proprio tutto eh? Scherzo, a questa domanda non posso rispondere, non posso svelare il finale. Posso solo dirle che spero che gli spettatori vadano a casa contenti, ma la fine non gliela racconto”.

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