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Milano - Fermo, nasce l'asse del gusto. Tipicità e Rossini veicoli del turismo. Serri: "Ecco tutte le novità, venite nelle Marche"

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Perché le Marche non sono solo l’unica regione al plurale, sono anche una fucina di prodotti tipici, Dop e Igp che dir si voglia. Tutto questo è stato presentato dentro la Casa dei Comuni dell’Anci davanti a giornalisti e politici con in testa il presidente dei sindaci marchigiani Maurizio Mangialardi.

di raffaele Vitali

FERMO – Se il giro d’Italia parte da Israele, Tipicità, il festival del made in Marche nato a Fermo, ha scelto Milano per il suo lancio. Dalla capitale economica d’Italia al cuore manifatturiero del Paese il percorso, come quello di Pollicino, è segnato da vino, pasta, carne, pesce e ogni bontà che una terra florida come le Marche può produrre.

https://youtu.be/w7W1vZ7FQ1Q

A RITMO MUSICALE

Antonino De Luca, fisarmonicista arrivato da Castelfidardo, dopo aver fatto tappa in mezzo mondo, ha aperto la presentazione della tre giorni, 2-5 marzo, suonando ‘Senza fine’, che vuole essere un auspicio per un festival che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Ma le malinconiche note di ‘Senza fine’ non potevano durare a lungo e così, ecco che la fisarmonica riparte e cambia ritmo, come le Marche che si stanno riprendendo da un anno terribile. Il Barbiere di Siviglia si impossessa della Casa dei comuni e dà il via alla novità più importante: Tipicità e il Rossini Opera Festival, che nel 2018 a Pesaro celebrerà il 150ennale di Rossini con tanto di legge speciale alla Camera, si muoveranno insieme. “Le celebrazioni andranno da fine febbraio 2018 a fine febbraio 2019. Tipicità sarà un inizio rossiniano del nostro programma. Del resto Rossini non era solo un musicista, ma anche un grande gourmet” aggiunge Daniele Vimini, assessore alla Bellezza di Pesaro, che guiderà grazie alla scelta del Governo i 1400 appuntamenti della cucina italiana nel mondo con ricette rossiniane che nascono nelle Marche.

Perché le Marche non sono solo l’unica regione al plurale, sono anche una fucina di prodotti tipici, Dop e Igp che dir si voglia. Tutto questo è stato presentato dentro la Casa dei Comuni dell’Anci davanti a giornalisti e politici con in testa il presidente dei sindaci marchigiani Maurizio Mangialardi.

UNA TIPICITA’ PIENA DI COMUNI

Marco Ardemagni e Cinzia Poli sono i presentatori, la coppia Serri-Monachesi punta su Radio 2, senza cambiare la location, il Fermo Forum con i suoi 13mila metri quadri divisi in tre padiglioni tematici: cibo, turismo e manualità che un anno fa hanno attratto 15mila visitatori. Milano affida il benvenuto a Federica Bernardi, vicepresidente di Anci Lombardia. A Tipicità si vive una esperienza a cinque sensi e sentire la musica di Rossini ne è il primo esempio. Nel 2014 è iniziata la nostra collaborazione con Anci Marche, proseguita poi con Expo e con la presentazione del 25ennale di Tipicità. Siamo vicini ai territori colpiti dal sisma per cui noi vogliamo mettere in vetrina e usare questi spazi per farvi capire che non siete soli”.

Il 3 e il 4 marzo Emma D’Aquino, volto del Tg1, sarà la giornalista di punta del Festival: Ho sentito tanto parlare di Tipicità, so chele mie aspettative non saranno deluse. So che mi arricchirò”. Mangialardi nel 2014 è stato l’uomo che ha deciso di far diventare davvero un festival regionale: “Era un prodotto del territorio e noi abbiamo creduto che potesse diventare la nostra vetrina. Le Marche dentro Expo sono entrate con Tipicità, che già aveva capito che non siamo solo una terra che sa coltivare ma che ha arte, musica e artigianato”.

FERMO PIU’ FORTE DEL SISMA

Torna la parola terremoto: “Ma ne parlo vedendo che è alle spalle, perché stiamo ripartendo. 140 comuni sono stati colpiti, ma la Regione è riuscita a non crollare attirando i turisti in ogni angolo” aggiunge il presidente Anci Marche. Fermo è uno dei 140 comuni colpiti, ma è anche uno dei comuni che ha ospitato i terremotati ed è la città in cui Tipicità è nata: “Un anno fa eravamo in difficoltà, ci ritrovammo qui con un animo diverso, ma con la consapevolezza che Milano era al nostro fianco. Fermo ha avuto danni evidenti, non comparabili con il dramma delle province interne del sud delle Marche. Stiamo cercando di recuperare alcune bellezze, tra cui la Sala del Mappamondo che dal 1600 per la prima volta è stata svuotata dai libri antichi per riuscire a recuperare il solaio”. Crede in Tipicità Calcinaro: “È una vetrina che si sta aprendo all’Italia e all’estero. Non più solo enogastronomia, ma tutto il saper fare marchigiano”. Tra l’altro vale davvero la pena trascorrere tre giorni a Tipicità, “visto che confermiamo anche la parte ‘in the city’ che permette di vivere esperienze multisensoriali in pieno centro”. “Una specie di fuori salone della design week milanese” chiosa Marco Ardemagni.

IL PROGRAMMA

Le curiosità le anticipa Angelo Serri, che di Tipicità è l’anima, cita Liborio Stellino, ambasciatore italiano negli Emirati Arabi: “Il cibo italiano, buono e salutare migliorerà la vostra vita. E le Marche sono l’espressione autentica di questo grande patrimonio italiano che il mondo apprezza”. Tipicità è una piattaforma glocal che promuove il life style italiano, partendo dal cibo che è “il passpartout universale”

La canapa, piante in via d’estinzione e le biodiversità sono il biglietto d’ingresso nel giardino tematico. Posto d’onore alle bollicine, dai vini spumantizzati alle birre artigianali che crescono. C’è poi il bio, “le Marche hanno 1mila aziende convertite al biologico”, e il mercatino delle specialità, “che attira ogni tipologia di consumatore, che sia il buyer in cerca di nuovi stimoli al turista che cerca produzioni di nicchia non reperibili sotto casa”.

Confermato il format dei paesi ospiti: quello italiano arriva dall’Isola d’Elba, lo straniero invece è multiforme visto che include Moldavia, Cina, Russia, Emirati Arbani e Stati Uniti. “Numerosi gli chef, Derflingher, Uliassi, Sultano e tanti altri sono passati negli anni. Quest’anno ci saranno lezioni di alto livello, al limite delle lectio magistralis, dove uniscono maestria ai prodotti tipici. Il primo super ospite – anticipa Serri - è Vittorio Cerea, 3 stelle Michelin con il ristorante Da Vittorio a Bergamo”.

L’ANIMA INTERNAZIONALE

Riccardo Strano è il volto in più della conferenza stampa: ex direttore Enit in diverse aree del mondo, Madrid, New York e Tokyo, oggi segue l’internazionalizzazione della Regione Marche. “Ho vissuto gli albori e parlare invece di un ‘never ending story’ mi riempie di gioia. Noi dobbiamo far diventare Tipicità sempre più il veicolo di attrazione dei turisti. Turismo non è che un contenitore di belle cose mixate da cui uno che sa scegliere fa uscire la cosa migliore”. “Tipicità permette al turista di crescere e diventare viaggiatore, senza che qualcuno gli imponga cosa fare” è la chiusura di Strano che regala il miglior spot alla 26esima edizione del Festival made in Marche.

SPUNTO TECNOLOGICO

Tipicità e Fermo sono il cuore di un progetto internazionale finanziato dalla Commissione Europea e guidato dall’università di Macerata. È Wine Hackathon che unisce vino, innovazione e turismo. “Secondo la nostra università – spiega il docente ideatore – trasformare gli studenti in ambasciatori del territorio è fondamentale. Sono la prima fotografia della nostra capacità di accoglienza”.

Parteciperanno studenti da tutta Italia alla 24 ore di Fermo, durante Tipicità e dovranno, ascoltando le singole testimonianze degli imprenditori e situazioni, portare ipotesi di sviluppo di un piano regionale. “A partire dal vino creare una destinazione turistica enogastronomica. E verrà anche la commissione europea per valutare l’uso dei fondi. Il nome deriva dalla hacker marathon, ovvero la maratona con cui i geni del computer si mettono insieme per trovare una soluzione a un problema. Nel nostro caso la soluzione avrà come ingrediente il vino”.

PICCOLO È BELLO

E siccome le Marche sono la seconda regione per numero di borghi certificati in Italia, non poteva mancare Amato Mercuri che guida l’associazione a livello regionale. “Sconsiglio la visita perché hanno paesaggi mozzafiato e poi senza fiato non si respira. E sono troppo belli, non vorremo che poi voleste tutti trasferirvi lasciando Milano”. Strappa il sorriso in chiusura a una presentazione che ha davvero unito tutti i sensi, visto che il tatto e il gusto sono stati estasiati dalla degustazione finale (pecorino, salumi, polenta con il mosciolo di Portonovo e tanto altro preparato da Luca facchini, coordinatore dell’Accademia di Tipicità) dei prodotti marchigiani. “non vi resta che venire a vivere questo crocevia delle qualità” ribadisce Serri lanciando lo slogan della 26esima edizione a cui Ardemagni aggiunge poche e semplici parole: “Mangiare, stare, fare, testare e abitare”. Semplicemente partecipare…a Tipicità.

@raffaelevitali 

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