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Un piatto per conquistare il gotha del mondo riunito a Merano: il Fermano tra vino e chef

piatto merano
meranopompozzi

Lo chef sorride quando deve parlare di cibo e passa con la mente dal microfono che ha davanti alle padelle sul fuoco. I piatti non vengono anticipati, ma agli esperti il compito di indovinare dalla foto allegata. Il grazie più grande è per l’azienda speciale Fermo Promuove e Di Chiara incassa.

 

FERMO - Buon vino, cibo, turismo: il ritorno del Merano Wine Festival scalda i motori di Fermo e delle sue realtà che hanno il loro faro nelle mani preziose dello chef Sandro Pazzaglia e di Gianni Lamponi, mister catering, oltre a quelle finanziarie di Nazzareno Di Chiara e Graziano Di Battista. “Sinergia tra pubblico e privato. Le aziende che partono hanno una grande responsabilità, perché sono i loro prodotti i nostri ambasciatori. Quindi siamo nelle loro forchette e bicchieri” sottolinea l’assessore Mauro Torresi.

E se funzionano le fiere, cresce il turismo, che è uno degli obiettivi di Marcafermana: “Praga, Vienna, Copenaghen e ora a Paestum sono le tappe della nostra azione nelle ultime settimane. Grazie a Fermo Promuove riusciremo a essere anche a Merano. Ci tenevamo. Parliamo uno dei tre appuntamenti enologici più importanti in Italia. Seimila persone, centinaia di espositori, ma soprattutto alta qualità, perché c’è una selezione alla base” aggiunge Stefano Pompozzi, presidente di Marcafermana ente scelto dalla Regione per gestire fondi legati al rilancio turistico.

Il 2018 è partito con la paura del terremoto: “Il calo c’è stato, ma non come si pensava a inizio dell’anno. Piccole flessioni che ci permettono di lavorare con fiducia. Proprio per questo abbiamo cercato di essere presenti in tutti gli eventi destinati ai tour operator. Così vogliamo riportare il segno ‘+’ nella voce turismo, come prima del sisma”.

Gianni Lamponi, Top catering, è il protagonista della parte privata che lavora in sinergia con il pubblico: “A Merano non è facile operare, ma la nostra qualità ci ha permesso di diventare protagonisti. Ogni azienda viene analizzata con il microscopio. La mia è stata da subito scelta come supporter per la manifestazione”: e così Lamponi porta supporto logistico e commerciale. A questo abbiniamo preparando un piatto, un secondo di pesce, con i prodotti del territorio nella cena di gala”. Il pesce povero dell’Adriatico tra le Alpi sarà valorizzato anche durante uno show cooking affidato a Sandro Pazzaglia. “Tutto questo è per cercare di far vendere i prodotti alle aziende, di aprire nuovi rapporti. Altrimenti preparare un piatto per 500 persone sarebbe inutile. Noi vogliamo riportare indietro i numeri”.

Lo chef sorride quando deve parlare di cibo e passa con la mente dal microfono che ha davanti alle padelle sul fuoco. I piatti non vengono anticipati, ma agli esperti il compito di indovinare dalla foto allegata. Il grazie più grande è per l’azienda speciale Fermo Promuove e Di Chiara incassa: “Non avevamo previsto di andare al Merano. Poi c’è stata la novità di Top Catering e il sollecito dei nostri amici di Merano. Il numero di aziende è cresciuto, coinvolgendo anche Macerata e Ascoli. Con i nostri viaggi abbiamo fatto capire che Fermo non è solo la provincia delle scarpe. Questa volta siamo noi che diamo una mano al privato e non più il privato a noi. Abbiamo definito il progetto, dal piatto per la cena di gala allo show cooking, dallo spazio istituzionale a quello per le imprese. L’intesa con Marcafermana ha permesso l’ulteriore allargamento dell’operazione che vuole il territorio promosso con enogastronomia, cappelli, calzature e paesaggio”.

Di Battista spiega perché il Merano era a rischio: “I panni si sono stretti, ma siccome c’era la volontà delle imprese, non potevamo tirarci indietro. noi finanziamo quello che serve ai nostri imprenditori. Avere al nostro fianco figure come Lamponi e Pazzaglia è una garanzia per la qualità. Essere a Merano è essere parte di un luogo che diventa mondiale con buyer altamente qualificati (il biglietto costa 100 euro, ndr) che arrivano da Stai Uniti e Russia, per citare due Paesi”.

Riportare numeri per Lamponi significa “saper ‘parlare’ a cuochi stelati, imprenditori, ogni impresa deve sapere presentare la propria merce. Da soli non riusciremmo, se ogni azienda che partecipa si unisse con un’altra, saremmo in grado di attirare l’attenzione di grandi soggetti che cercano aziende importanti”. E il produttore di olive, Guido Olive di Ascoli, conferma: “Abbiamo creato rapporti con alcuni grandi alberghi, Merano funziona”. Non resta che partire.

Raffaele Vitali

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