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Un "Elisir d'amore" tra Fermo e la lirica: la regia di Marconi, la voce di Giusti e poi la Bohème

liricafermo

L’orchestra è protagonista al massimo: “Sarà sul palcoscenico. Ed è la seconda volta che ci capita questo onore, lontani dal golfo mistico visibili solo attraverso le lucine dei leggii".

di Raffaele Vitali

FERMO - “La rete lirica funziona, fa lavorare maestranze del territorio, ha portato alla produzione di opere in maniera autonoma. Fare produzione vuol dire prendere parte in modo creativo all’allestimento, ampliando l’indotto economico” spiega Francesco Trasatti, assessore alla Cultura di Fermo. “Classi di scenografia del liceo Artistico, il legame con il Conservatorio: per noi la lirica è formazione”. A questo si aggiungono le anteprime delle opere con il soprano Stefania Donzelli dedicate ai giovani con un biglietto low cost da dieci euro.

Due opere dentro lo splendido teatro dell’Aquila. Due opere, per quattro giorni, che fanno rivivere l’Elisir d’amore di Donizetti (19-21 ottobre) e la Bohème di Puccini (6 e 7 dicembre). “Due date per ogni spettacolo ci permettono di riempire il teatro dando un vantaggio ulteriore ai giovani di tutta la provincia”.

Alessio Vlad, Luciano Messi, Fabio Tiberi della Form e il regista Saverio Marconi “che torna in questo teatro con una veste diversa, con una storia accattivante che sicuramente conquisterà in primis i giorni” son i protagonisti con Francesco Trasatti.  La rete, che chiude il suo primo triennio, ha in Alessio Vlad il direttore artistico. “Venire a Fermo è un piacere, perché il teatro è meraviglioso. E poi, quando ero giovane, ho insegnato un paio d’anni al Pergolesi. Questi sono luoghi dove si produce meglio, dove si trovano tranquillità e serenità”. E parla dell’Elisir: “Produzione felice e riuscita, tra quelli di maggior successo dopo essere partito da Macerata. Cambiano i cantanti, cambiano gli staff, cambia così la visione e l’aspetto”.

Tutti pazzi per la lirica a Fermo, che normalmente chiude con sold out in poche settimane le prevendite. “IN questo teatro ha cantato chiunque, il top del teatro e della musica, portare qui la lirica è un riaffermare la nostra storia e civiltà”. Due opere affidate a cast di assoluto livello. “Marconi è un regista stra noto che ha scelto le Marche come luogo di produzione. Qui lui pensa e monta gli spettacoli ed è stato il primo regista quando abbiamo creato la rete lirica”.

Chi viene a un’opera lirica è come vedere per la prima volta il mare. “È lontano dalla televisione, da internet, dal cinema e dal teatro. E lo dimostra che dopo centinaia di anni, davanti alla Bohème ci si commuove sempre” ribadisce Vlad.

Primo appuntamento il 21 ottobre con l’Elisir di Donizetti riadattato da Marconi.” Una scommessa vinta e fatta anni fa allo Sferisterio, mio primo e unico spettacolo in quel teatro. Uno spettacolo ripreso dalla Rai e per questo parte della storia. Ci sono legato. È uno spettacolo che funziona anche al chiuso, come hanno dimostrato le rappresentazioni di Fano e Ascoli”. Parla di spettacolo che coinvolge orchestra e pubblico, facendo anche divertire: “Sono sicuro che piacerà ai giovani nell’anteprima e a chi sceglierà la prima”. Quel giorno allo Sferisterio c’era anche Tiberi, oggi direttore della Form allora musicista: “È stato il mio ultimo spettacolo da musicista, come primo fagotto. La Rai ci riprese, ma sotto la pioggia con continue interruzioni, finimmo alle 2,30 del mattino. Indimenticabile e forse anche per quello devo aver deciso di smettere”. L’orchestra è protagonista al massimo: “Sarà sul palcoscenico. Ed è la seconda volta che ci capita questo onore, lontani dal golfo mistico visibili solo attraverso le lucine dei leggii. Ma è la prima volta che avviene in un teatro al chiuso”. Giovane il direttore d’orchestra, su scelta della Rete lirica: “Ci convince perché ben si confà alla regia e alla musica”.

Tutti sono passati per lo Sferisterio e oggi un pezzo, con Messi, è arrivato a Fermo: “La rete lirica mantiene quello che promette. E l’arrivo dell’elisir ne è la dimostrazione. Si pensava che il taglio dei contributi ministeriali facessero scomparire la Rete e invece abbiamo rilanciato grazie al fatto che si è impostato un lavoro serio. Doveva arrivare a Fermo prima questo spettacolo, ma ora c’è”. Rimangono le prerogative della Rete: giovani cantanti del territorio e impiego di tecnici della regione.

Sostegno del ministero. E tra i protagonisti dell’elisir Davide Giusti: “Noi vogliamo valorizzare i cantanti locali. È stato preso qua perché e bravo e i premi lo dimostrano (leggi)”. Tra l’altro Giusti in corso di una prova alle Muse per sostituire il tenore Meli entrò Giusti. “Era il 2013, fu il coniglio dal cilindro e da quel giorno lo abbiamo sempre seguito”.

E dopo l’Elisir, la Bohème che ha vinto anche un premio allo Sferisterio: “La visione al chiuso cambia, ma non deluderà non venendo meno lo spirito” conclude Messi. Non resta che comprare il biglietto, da 60 a 20 euro con possibilità di abbonamento alle due opere. “La lirica per noi è tradizione, ma senza l’assessore Trasatti non sarebbe possibile arrivare a concretizzare. Il lavoro è tanto, ma alla fine premia lo sforzo anche per l’indotto che porta con l’allestimento” conclude il sindaco Paolo Calcinaro.

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