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In cima ai monti col Cai di Fermo: cinquant'anni di storia per un futuro di educazione all'ambiente

caifermo

Il presidente regionale: "Festeggiare 50anni è il suggellare l’inizio di un gruppo oggi fatto da 80enni che fin dal 1967 erano part della città. Venti persone subito sostenute da 140 soci promotori. È la riprova che fin dall’inizio il Cai era parte di Fermo”.

FERMO – Nozze d’oro tra Fermo e i suoi escursionisti, importante traguardo per il Cai guidato da Mario Scarfini e da Basilio Polini. Una associazione attiva, resiliente, che non sente il tempo. E il ricco programma di festa per i 50 anni lo sta a dimostrare. “Un punto fermo per la città. Dalla scoperta delle montagne all’approccio salutistico alla qualità. Ma non solo, perché il Cai di Fermo è andato oltre, diventando il canale di rilancio di terre colpite dal sisma che hanno bisogno di un aiuto per non far impallidire la loro bellezza”.

Cresce il Cai a livello di adesioni a Fermo. La sezione sarebbe nato nel 1928, ma durante il ventennio l’attività si fermò. Ecco che nel 1967 Valeriano Pioma ricostituì la sezione. Droghiere di piazza e grande appassionato è stato il protagonista del rilancio, seguito poi da dieci presidenti. “Siamo cresciuti in 50anni, dai 100 del 1967 che furono i costituenti, a oggi con 532 iscritti che ci rende la più grande sezione delle Marche” sottolinea il presidente Scarfini. Nelle Marche sono 15 le sezioni per 4100 soci, con Montefortino sottosezione di Fermo che copre tutta la provincia, esclusa Amandola che è autonoma.

La crescita è un premio alle attività, che sono tante e diverse: “Non c’è settimana dove una delle nostre sezioni, dall’escursionismo all’alpinismo giovanile, vanto della sezione e regionale” prosegue Scarfini. Arrampicata, rafting orientamento, sci alpinismo e la speleologia urbana: copriamo ogni settore. In crescita è il ciclo escursionismo che con l’avvento delle nuove tecnologie sta crescendo anche nel Fermano”. Alcuni iscritti fanno anche parte del soccorso alpino, a riprova dell’alta formazione.

Se il Cai festeggia è anche perché la Camera di Commercio foraggia ospitando il convegno. “Dopo il terremoto ci hanno definito cratere, non ho mai capito perché. Noi abbiamo dei monti che sono e restano bellissimi anche dopo le scosse. Il Cai diventa ancora più importante avvicinando la gente alla natura

Il programma.

“Il periodo di festa è dal 30 settembre al 15 ottobre. In apertura una mostra iconografica tra i momenti di gioia e i caduti, penso ai tre soci che rimasero vittime sui monti. Abbiamo organizzato un Parco avventura dedicato ai più giovani nello spazio dell’ex Mercato coperto con ponte tibetano, teleferica, arrampicata e risalite su corda. A seguire la biciclettata per i sentieri del Fermano il 7 ottobre e in chiusura il convegno sulle 115 fonti dei monti Sibillini. I nostri associati hanno esaminato l’acqua di ogni fonte e ora abbiamo un report con dati studiati con l’università di Camerino. Un lavoro che assume ancora più importanza dopo il terremoto, visto che alcune fonti sono state seccate dall’evento. Altre non portano più acqua. Non è questo il problema del Lago di Pilato, visto che anche in un altro periodo per due anni rimase secco”.

I giovani

Polini è l’anima dell’alpinismo giovanile, che racchiude ragazzi dagli 8 ai 16 anni. “Una attività in forte crescita. Siamo ai primi tre posti a livello nazionale, soprattutto a livello scolastico. Non ci fermiamo all’accompagnare i ragazzi una domenica al mese in montagna. Noi facciamo escursionismo e arrampicata, mountain bike e rafting, ma soprattutto dalla terza elementare alle medie ci occupiamo di didattica e di uscite con le scuole legate alla montagna. Passando dalla geologia alle acque, una uscita annuale viene sempre realizzata. Abbiamo anche realizzato un viaggio di istruzione, mediamente di tre giorni, in cui il programma naturalistico si integra a quello didattico culturale. Siamo stati nel carso, visitando la risiera di San Sabba con n reduce che ci ha fatto da guida. Siamo stati a Torino e Valsesia, a Genova, a Potenza con un passaggio sulla costa del Gargano”. Ci sono i giovani, ma anche i senior che organizzano uscite infrasettimanali il mercoledì-giovedì. “Un gruppo di pensionati che pianifica passeggiate da un minimo di tre fino a nove ore”.

Il presidente del gruppo regionale Monelli, ed ex numero uno di Fermo: “L’associazione è nata in questo palazzo per poi restare ospiti per tanti anni del comune prima di cambiare sede e arrivare a quella di oggi su Largo Mora. Festeggiare 50anni è il suggellare l’inizio di un gruppo oggi fatto da 80enni che fin dal 1967 erano part della città. Venti persone subito sostenute da 140 soci promotori. È la riprova che fin dall’inizio il Cai era parte di Fermo”.

Il club alpino italiano è un club, ma è una casa aperta per tutti. “Il Cai non è solo sport, è aggregazione, è sciale, è riferimento per le amministrazioni per la loro competenza. Grazie per queste due settimane e per quello che il Cai è”. Associarsi costa 45 euro, per gli under 22 è di 17 euro. “Ma possibilità anche per chi non è socio: l’importante per partecipare a una escursione è prenotarsi per tempo perché va fatta l’assicurazione e poi presentarsi con gli scarponcini ai piedi.

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