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Tramandare la tradizione: Monte Rinaldo festeggia i 50 anni della sagra del castrato

spiedinicastrato

A Monte Rinaldo la storia contadina narra proprio di questa pratica e da sempre è diffusa la consumazione di questa carne, cotta alla brace e abbinata a verdure di stagione.

MONTE RINALDO – cinquant’anni sono un traguardo importante. Lo sono per una coppia che si sposa, lo sono per una sagra. A tagliare il traguardo è Monte Rinaldo con la Sagra della Bistecca e dello Spiedino di Castrato. Un prodotto di nicchia, soprattutto d’estate, che lotta contro i colossi come le cozze di Pedaso e il pesce fritto di Altidona.

“La volontà di promuovere e valorizzare questo prodotto non far scomparire il suo utilizzo è riuscita a non far dimenticare una carne, il castrato, che è  prelibata e ricca di gusto. Dal punto di vista qualitativo la carne di castrato ha un giusto grado di maturazione ed è superiore dal punto di vista sia della tessitura che del sapore” spiegano gli organizzatori.

La storia racconta che sin dalla metà del novecento nelle aziende agricole di Monte Rinaldo fosse diffuso l’allevamento di ovini, in particolare montoni e castrati che durante il Medioevo sono anche trattati in alcune opere di medicina che ne descrivevano le proprietà per l'uomo secondo la medicina galenica. Pratica diffusa nel italia centrale, anche in conseguenza della transumanza, era quella di castrare alcuni agnelli del gregge, poi fatti ingrassare dai pastori o anche dai contadini, ai quali venivano ceduti quale compenso per l'uso dei pascoli, per essere infine utilizzati come riserva di carne dalla famiglia.

 A Monte Rinaldo la storia contadina narra proprio di questa pratica e da sempre è diffusa la consumazione di questa carne, cotta alla brace e abbinata a verdure di stagione. “Per questo si vuole ricordare con questa manifestazione, le tradizioni del passato per farle diventare oggi volano di promozione turistica ed economica per il paese e per la zona” aggiunge il sindaco.

La bistecca e lo spiedino di castrato di Monte Rinaldo vengono proposti in questa sagra, con una ricetta che si tramanda oralmente da generazioni, sin dall’anno 1968.  Si festeggia quindi la 50^ edizione di questa sagra del castrato “vero” e si identifica oggi come la sagra italiana del castrato più antica. Appuntamento dalle 18 per un menu a base di bistecca di castrato, spiedino di castrato, panzanella, salsiccia, olive all’ascolana, contorno di patate e pomodori, il tutto in abbinamento con del buon vino del territorio.  Il tutto dalla terrazza naturale che domina i Sibillini e l’Adriatico. Per chi vuole, può abbinare il buon cibo alla cultura con la visita all’Area Archeologica La Cuma questa mattina fino alle 12.30 o dalle 17 alle 20.

@raffaelevitali