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Eventi

Bentornato a casa signor Rubens: San Filippo Neri riapre con l'Adorazione

RUBENS

Una lunga attesa, quasi trent’anni, che finirà alle 18 quando l’assessore Francesco Trasatti, assieme al sindaco Calcinaro, varcherà le porte e mostrerà alla città i lavori di recupero e ristrutturazione, in particolare della navata centrale che è stata dotata di arredi e potrà essere utilizzata per convegni, conferenze e eventi espositivi.

FERMO – È un giorno importante per Fermo. E non certo per la Note delle Meraviglie, che però celebra al meglio l’evento. Torna a casa sua maestà Rubens. Torna in vita la Chiesa di San Filippo Neri. Consacrata nel 1607 (i lavori iniziarono nel 1594) la Chiesa di San Filippo, conserva al suo interno preziosi decori ed altari di notevole interesse.

Una lunga attesa, quasi trent’anni, che finirà alle 18 quando l’assessore Francesco Trasatti, assieme al sindaco Calcinaro, varcherà le porte e mostrerà alla città i lavori di recupero e ristrutturazione, in particolare della navata centrale che è stata dotata di arredi e potrà essere utilizzata per convegni, conferenze e eventi espositivi.

Non è stato facile raggiungere questo risultato, ma il Comune ha avuto attorno a sé partner importanti, che non hanno mai esitato: la Soprintendenza, la Regione Marche, il Comune di Fermo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, il FAI, che ha contribuito al restauro del portale esterno in pietra d’Istria, il Rotary, che ha finanziato il restauro della tempera grassa alla destra dell’altare, il “Battesimo di Cristo” di Cesare Biscia, e il Lions Club, grazie al quale è stato possibile restaurare il portone in legno di noce della chiesa realizzato dall’ebanista fermano Giovanni Mestichelli alla fine del ‘600.

Se non bastasse la bellezza della struttura, ecco l’altra grande novità: il Rubens riprende il suo posto al centro della navata: “Siamo particolarmente lieti che a tenere a battesimo questo ritorno alla luce di San Filippo siano quelle opere che si trovavano in questo luogo in origine e che qui sono state scoperte poco meno di un secolo fa. La possibilità di visitare musei e mostre, dunque, si amplia creando una vera e propria passeggiata culturale nel cuore della città. Alla progettualità di San Filippo, inoltre, come noto, si sommerà quella con cui portare a Palazzo Paccarone i musei scientifici creando così un Polo museale unico nel centro cittadino” commenta il sindaco.

Fermo non poteva prescindere da uno spazio che ha lasciato il segno nella storia culturale e religiosa della città e per celebrarlo non potevamo non farlo con le sue opere: dopo il suo peregrinare di successo fra Milano e Roma, infatti, Rubens torna nella “sua casa”, al centro di una mostra che lo celebra insieme ad altre opere di prestigio. Il senso di civiltà di una comunità e di una città si misura anche quando ha cura dei suoi spazi culturali e noi abbiamo cercato di perseguire convintamente questo obiettivo”. 

Chi ha seguito i lavori è Ingrid Luciani, l’assessora che lavora sottotraccia e nel silenzio: “Un’apertura parziale dell’intero spazio, ma è comunque motivo di soddisfazione. Con la ristrutturazione anche delle cappelle laterali potremo dotarci anche di quel blocco di servizi necessari per una struttura come questa. Un lavoro che ha visto un impegno corale di tante persone e che ringrazio proprio perché hanno avuto come fine ultimo la restituzione doverosa di san Filippo all’intera cittadinanza ed al territorio”.

Appuntamento alle 18 con l’Adorazione dei Pastori del Rubens, che ha girato mezza Italia negli ultimi due anni, con la Pentecoste di Lanfranco, l’Assunzione della Vergine di Pittore marchigiano del XVII secolo, la Natività di Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, proveniente da un’altra chiesa fermana, Santa Maria del Carmine, direttamente influenzata dal dipinto di Rubens e l’Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona, proveniente dalla Chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, a costituire il fulcro della mostra dal titolo “Rubens e altri capolavori nella chiesa di San Filippo a Fermo”, realizzata con il sostegno di Mibact – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Regione Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Pio Sodalizio dei Piceni, Camera di Commercio di Fermo, la collaborazione dell’’Arcidiocesi di Fermo e l’organizzazione di Civita Mostre. la mostra resterà aperta dal 30 luglio a 5 novembre.

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