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Fermo, what else? Un super fine settimana tra shabby, saltarello e Pro loco in piazza

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“Un’idea partita per gioco durante una notte in radio. Il saltarello va valorizzato. È una danza marchigiana troppo spesso messa in ombra dalla pizzica” ribadisce Rocchi che sogna una ‘notte della taranta’ in versione marchigiana".

di Raffaele Vitali

FERMO – Cappello rosa con fiori e foglie per rallegrare la sala. Francesca è il tocco di colore nel fine settimana di Fermo (7-9 luglio) che si muove tra musica, La notte del saltarello, cibo, Fermo&Friends, e decorazione, Shabby al Borgo. Due conferme e una novità voluta con forza dall’assessorato al Commercio e dai consiglieri che si spendono sul territorio, da Falzolgher per Torre di Palme a Rocchi per il centro.

SHABBY AL BORGO

Il festival è passato da fine agosto alla prima decade di luglio. Una scelta che la trasforma nel volano dell’estate e che conferma l’impegno dell’amministrazione sul borgo. Il motore è Francesca Iorio, la solare artista capace un anno fa di superare anche la paura del terremoto. “La festa è nazionale. Non un semplice mercatino, ma un appuntamento che attira persone dalla Sicilia alla Valle d’Aosta”. Cinquanta espositori di cui 20 da fuori regione: Puglia, toscana, Lazio, Lombardia e tanto altro. “Apriamo la mattina di sabato e bissiamo la domenica dalle 10 alle 24. La differenza dai mercatini è l’altissimo livello dell’artigianato artistico. Duecento candidature e cinquanta gli espositori scelti” precisa Francesca. “E in più diamo la possibilità di fare dei corsi creativi (pochi e poco costosi posti), dalle tecniche Shabby per il mobile o di cucito per farsi una collana”.

Artigiani e artisti si incontrano in un borgo completamente Shabby tra poltrone vecchie e addobbi. “Ci sarà una vendita di solidarietà di manufatti offerti dagli espositori. Il ricavato sarà destinato al ripristino del campo polivalente di Montefortino e ad attrezzare il giardino vicino alla scuola materna Alessandrini”. Un vero evento social, partito dalle dirette e dai tutorial di Francesca: “Si ritroveranno tutte le amiche virtuali che si incontreranno realmente tra le vie di Torre di Palme”. Shabby è uno stile: significa trasandato, ma è anche il recupero delle cose vecchie, per esempio fare di una camicia usata una collana. Un tempo era per l’arredamento, ora anche vestiti e accessori. Domina il bianco con un uso del colore pastello.

LA LUNGA NOTTE DEL SALTARELLO

Seconda edizione in due momenti organizzati da Lagrù: il primo di approfondimento alle 19 al Girfalco davanti alla statua del Santo Sabino. Ospite è Patrizia Ginobili, giornalista di Rai 3 e nipote di Giovanni Ginobili da Petriolo, studioso della marchigianità e delle danze popolari. “Ho ritrovato dei giornali del 1940 del Giornale d’Italia conservati da mio padre proprio per la Ginobili” racconta Oberdan Cesanelli. Sul palco ci saranno due artisti di ritorno da un Festival in Catalogna: Roberto Lucanero e Marco Meo. Alle 22 parte invece la parte del ballo con i Matti di Montecò che fa da filo conduttore nelal lunga notte a cui si abbinano tre gruppi: Lu trainanà, la Girolabend e Pablo Corradini Quartet. “Un’idea partita per gioco durante una notte in radio. Il saltarello va valorizzato. È una danza marchigiana troppo spesso messa in ombra dalla pizzica” ribadisce Rocchi che sogna una ‘notte della taranta’ in versione marchigiana.

FERMO & FRIENDS

Il we si apre il venerdì con la riscoperta dei sapori della nostra terra. Il nome dice tutto: Fermo& friends. “Un nome inglese che riunisce l’anima italiana di questa terra. Piazza del Popolo diventa lo spazio per le Pro Loco di paesi terremotati che soffrono ma non perdono la forza”. Il calo di presenze è grande per ogni angolo della provincia, la paura non se ne va. “Per cui ben vengano iniziative come Shabby, che porta colori, la notte del saltarello, che ci fa ballare, che si abbiano con il buon cibo” sottolinea Carlo Pagliacci. Venerdì musica affidata a Lucio Matricardi, ma ogni sera avrà un gruppo locale protagonista.

Borroni è il presidente regionale Unpli: “La prima volta in piazza con Ortezzano e la pigiatura è stata un successo. Ora ci allarghiamo. Cercheremo di portare anche Visso in questo programma lungo che arriva fino a dicembre”. “Lo spazio per tutti c’è in piazza” ribadisce Rocchi. Apre Montegiberto: “Vogliamo offrire qualcosa di più dela classica mangiata. Abbiamo puntato sul grano Jervicella, che è autoctono. E la qualità ci ha permesso di far evolvere la Pro Loco, rendendola 2.0. e la qualità è legata alla bistecca alla fiorentina di razza marchigiana. E anche la birra è locale”. E siccome non tutto si farà in piazza, ecco che la seconda puntata di Fermo & friends, con una delle più amate sagre della Marche, quella della patata di Palmiano, sbarca al mare a Lido di Fermo. Poi si torna in piazza con Ortezzano, Montottone, Amandola e Arquata, Montemonaco e Folignano.

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