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Medici e giornalisti a confronto per il bene dei cittadini. Convengo sulla comunicazione al teatro dell'Aquila

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La comunicazione medico paziente è cambiata nel tempo: “Da paternalistica a specialistica, perché il paziente è consapevole e vuole condividere le scelte. Il paziente è convinto di essere preparato, per aver appreso da fonti esterne la conoscenza”. Finisce così che l’incontro in ambulatorio diventa fondamentale.

FERMO – Medici e giornalisti a confronto sabato 8 aprile sul come comunicare l’arte medica, la difficile verità del mondo della sanità. Fermo si conferma città dei convegni e lo fa destinando il teatro dell’Aquila in attesa, a breve, della riapertura di San Filippo, che diventerà un luogo di discussione e mostre.

“In tempo di bufale e di notizie da verificare, un appuntamento dedicato a capire e diventare consapevoli è fondamentale. Cresce l’attenzione dei mass media, cresce la necessità di sapere per il cittadino” sottolinea il vicesindaco Francesco Trasatti. La dottoressa Calcagni punta su Fermo quando bisogna approfondire i temi. “Abbiamo scelto la comunicazione e abbiamo trovato subito la disponibilità dell’ordine dei giornalisti con il presidente Gattafoni. Sarà un convengo d’alto livello che parte dalla sfida del comunicare”.

La comunicazione medico paziente è cambiata nel tempo: “Da paternalistica a specialistica, perché il paziente è consapevole e vuole condividere le scelte. Il paziente è convinto di essere preparato, per aver appreso da fonti esterne la conoscenza”. Finisce così che l’incontro in ambulatorio diventa fondamentale.

Un convengo, spiega la presidente dell’Ordine, a due tappe: la prima al mattino dedicata principalmente ai medici con la presenza del presidente nazionale degli Odontoiatri, “che farà una Lectio magistarlis sulla comunicazione”. Una parte divisa in tre, con un focus sulla cronicità, “penso al mondo dell’oncologia che coinvolge paziente e famiglia”, uno sulla medicina potenziativa, “pensiamo all’aspetto estetico e al settore dopante”, uno sull’evoluzione storica della comunicazione medico – paziente. La seconda tappa è con i giornalisti “per cercare di far parlare lo stesso linguaggio giornalisti e medici”. Alla tavola rotonda Ansa, Carlino, Corriere Adriatico, redattore Sociale ed Enpam.

“Tempo di comunicazione come tempo di cura” è il filo conduttore secondo Costantino Strappa, che con la Calcagni è il responsabile scientifico del convegno. “Comunicazione empatica ed etica” si devono fondere. Nel convengo di sabato, in cui ci sarà una predominanza del mondo odontoiatrico, “nella bocca si intrecciano tanti aspetti, dall’estetico alla salute e spesso è parte chiave della comunicazione” si affronterà tutto questo.

Il rapporto medico paziente torna nelle parole di don Vinicio: “Hai un quadro preoccupante, hai una malattia importante, sei nel 15% che può guarire: queste sono alcune delle frasi che si usano e su cui invece dobbiamo ragionare e capire cosa sia meglio per rendere il rapporto con il paziente vincente. Bisogna sapersi ‘vendere’”. E poi c’è la seconda parte che per don Vinicio “affronta una grande difficoltà: comunicare la sanità si muove tra le scoperte e la malasanità. Difficile diventa parlare dell’iter, del percorso che porta a una scelta. Domenica durante la messa ho parlato del sistema sanitario italiano, che è unico al mondo, perché in qualunque momento hai qualcuno che ti ascolta e ti cura. Non vale solo per America Latina o Africa, ma anche per Usa o Inghilterra. Quindi, al di là dei processi di perfezionamento, il valore va mantenuto ed esaltato”.

L’Area Vasta vuole crescere a livello di comunicazione: “Parliamo anche di prevenzione dei rischi, con una buona comunicazione. Divulgare le notizie scientifiche è un grosso problema, perché si possono fare gravi danni e incidere nel rapporto medico paziente” ribadisce Andrea Veprini.

L’Inrca, che è un istituto di ricerca, investe più di altri sulla comunicazione: “La base restano le buone relazioni umane. Poi ci sono i problemi reali, come quello delle vaccinazioni. Ci troviamo a vivere una emergenza morbillo e non sappiamo perché, se non per una errata comunicazione. Abbiamo il metodo Stamina e Di Bella mai superati. Eppure, il nostro è un sistema sanitario che lavora tanto, facciamo screening e la percentuale di adesione è ancora bassa. Poi ci troviamo con le liste di attesa per gli esami medici” chiosa Gianni Genga.

In chiusura il dottor Scendoni ricorda i motivi ispiratori: “L’ubriacatura a livello di comunicazione porta informazione e disinformazione. Quindi va ricordato che chi fa comunicazione si approvvigioni su fonti autorevoli. Che son le società scientifiche. E chi ha necessità di acculturarsi di un problema, si fionda su internet e li si abbevera” ribadisce Pietro Scendoni che sottolinea come a Medicina non si studi comunicazione: “Un errore, uno spreco di energie anche nei nostri studi”.

Dietro il convegno un pool importante: Annamaria Calcagni, presidente Ordine dei Medici. Gianni Genga, direttore Inrca, Andrea Vesprini, Studio Firmanum e Asur, Costantino Strappa, presidente commissione Odontoiatri, Pietro Scendoni e la preziosa collaborazione di Tiziano Zengarini.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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