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Eventi

Il miracolo di Dee Dee Bridgewater: voce e musica trasformano il Teatro dell'Aquila in un club newyorkese

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Un regalo che Giambattista Tofoni, mente e cuore di Tam, ha voluto fare al suo pubblico per festeggiare il ventennale dell'associazione e chiudere in bellezza una stagione di altissimo livello, in puro stile Tam.

di Chiara Fermani

FERMO - Se ieri sera eravate tra i fortunati presenti al Teatro dell'Aquila e avete chiuso gli occhi solo per un attimo, forse avete avuto la mia stessa sensazione: quella di essere in un fumoso jazz club della Cinquantaduesima strada di New York, avvolti dalla voce calda e magnetica di una delle più grandi ambasciatrici della tradizione musicale afroamericana.

Ma niente di più vero, Dee Dee Bridegwater, la "signora del jazz", era lì ad incantare il gremito pubblico giunto a Fermo per assistere ad uno degli eventi musicali più attesi della stagione.

Un regalo che Giambattista Tofoni, mente e cuore di Tam, ha voluto fare al suo pubblico per festeggiare il ventennale dell'associazione e chiudere in bellezza una stagione di altissimo livello, in puro stile Tam.

Una voce non paragonabile a nessun'altra, una classe e un carisma con la C maiuscola, che ancora oggi, dopo aver attraversato mezzo secolo di jazz, fortunate collaborazioni e un repertorio vastissimo, fanno di Dee Dee Bridegwater una luminosa stella del firmamento jazzistico mondiale. Luminosa come i suoi pantaloni abbaglianti, mossi al ritmo delle travolgenti note del talentuoso trombettista Theo Croker e i DVRK funk, una band di giovanissimi scoperti proprio da lei, che li ha scelti per accompagnarla nel suo tour italiano.

Applauditissimi i brani tratti dal suo ultimo lavoro Dee Dee Feather's, un disco che, come la stessa Bridegwater ha definito, è "un atto d'amore verso New Orleans e la sua storia", ma a sciogliere letteralmente il pubblico come miele nel latte caldo è stata la leggendaria "What a wonderful world" di Louis Amstrong, solo la sua voce e il piano di Michael King. Una voce capace di fare di tutto, anche di simulare strumenti musicali che dialogano perfettamente con quelli realmente presenti sul palco. Il bis è d'obbligo e il pubblico, tutto in piedi a tenere il ritmo nell'ultimo coinvolgente brano, saluta la first lady del jazz che ringrazia Giambattista Tofoni e l'associazione Tam in italiano. E come lo dice lei, è veramente tutta un'altra musica.

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