08242019Sab
Last updateSab, 24 Ago 2019 11am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Eventi

La sfilata, la benedizione, il rettore e i nomi dei fantini: il corteo storico porta la Cavalcata dentro Fermo VIDEO

priprifinestra
cavalca20190
rettocava15

C’è quel mix tra emozione e adrenalina in ogni passo dei contradaioli, guidati da Carlo Iommi. Sguardi fieri, ma soprattutto desiderio di vivere il momento più bello dell’anno.

di Raffaele Vitali

FERMO – Il coro come base sonora, il rumore dei passi ad accompagnare ogni contrada, la voce dell’arcivescovo per far sentire il peso della mano di Maria Assunta sui contradaioli. Affascinante il corteo storico della Cavalcata dell’Assunta di Fermo, che vive di momenti unici rispetto alle altre rievocazioni. E come se non bastassero quelli tramandati nei decenni, il regista Adolfo Leoni, che ha accompagnato tutto il corteo con la sua voce fuori dal campo, ne ha inseriti altri, a cominciare dalla discesa dei priori dal palazzo di piazza del Popolo, seguita poi dal debutto della delegazione dell’Università politecnica delle Marche, guidata dal rettore Sauro Longhi.

In duomo entrano il prefetto e i vertici delle forze dell'ordine, con le contrade i doni per l’arcivescovo Pennacchio: l’olio portato da Fiorenza e Capodarco, il vino da Molini Girola e Torre di Palme, il pane da Campolege e Pila; i fiori da Campiglione e Castello, la frutta da San Bartolomeo e San Martino. Ogni dono rappresenta un pezzo del territorio che si ritrova sotto il Girfalco per vivere il suo ferragosto di corsa.

C’è quel mix tra emozione e adrenalina in ogni passo dei contradaioli, guidati da Carlo Iommi. Sguardi fieri, ma soprattutto desiderio di vivere il momento più bello dell’anno. Prima della benedizione, però, a parlare è il podestà, il sindaco Paolo Calcinaro che si rivolge a Pennacchio “ringraziandolo per la sua presenza costante, discreta e intelligente” prima di spiegare il senso dei gesti. “Siamo qui a portar edoni ala vergine Maria, la nostra patrona. I doni sono il frutto del lavoro nei campi, nel mare, nell’artigianato. Il lavoro è la stoffa della persona, il suo modo di realizzarsi nel lavoro, ogni persona continua la creazione nel rispetto della natura”. E chissà che non sia di buon augurio per i tanti che lottano per difendere il posto o che cercano di trovarne uno.

L’arcivescovo prende poi la parola, nel silenzio di un duomo gremito: “Qui si rende vivo e presente un passato di amore e fedeltà. Benedici Maria questo palio per cui si batteranno i quartieri per dimostrare che chi vince è colui che ti ama di più”

Para di accoglienza degli immigrati, di aiuto ai deboli e poveri, come messaggi che si intrecciano con la Cavalcata: “Fa che i cittadini sentano sempre più la loro responsabilità di cristiani e cittadIni che il passato sia forza per un futuro di impegni”. Parole pesanti che risuonano nelle menti di chi investe tempo e forze per far sì che il palio sia ogni anno più bello e coinvolgente.

Le novità di Leoni hanno funzionato, la città è ancora più coinvolta. La riprova dal rettore Longhi: “CoL sindaco ricostruiamo la storia. È stato un invito importante quello che abbiamo ricevuto, non ho esitato. E poi – sottolinea sorridendo - il prossimo anno non sarò più rettore, ora sono certo che potrò avere un ruolo in questa splendida rievocazione”.

Eccola la Cavalcata, il momento che celebra la storia e la forza della città, che ne racconta le sue caratteristiche, da chi viveva di mare, come Torre di Palme, a chi sfila con le taberne. Il corteo è il momento della pace, perché ancora il profumo della sabbia del campo di gara non riempie l’aria. Ci si guarda, ci si sfida più sulla bellezza die costumi, sui dettagli, come i piedi nudi degli schiavi che sfidano il caldo dei sampietrini. Si chiude così, con la benedizione e il sorteggio dell’ordine di gara la prima edizione del corteo storico targato Leoni, il regista che ha voluto ricordare a tuTti che fermo era l’Atene delle Marche, per la sua cultura, per il suo studio, per quell’Università che con Longhi è tornata protagonista e che nel futuro vuole essere sempre più anima del capoluogo per cementificare il connubio vincente tra passato e futuro.

QUESTI I FANTINI IN GARA

Campiglione Federico Sanna, Campolege Gianluca Sanna, Capodarco Donato Calvaccio, Castello Adrian Topalli, Fiorenza Salvatore Blanco, Pila Cristiano Di Stasio, Molini Girola Alessandro Fiori, San Bartolomeo Simone Mereo, San Martino Giulio Chioffi, Torre Gavino Sanna.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Pettinari: la mafia si combatte con piccoli gesti

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.