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Eventi

La Cavalcata dell'Assunta va al mare e sogna di far rivivere la Festa del Doge

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Leoni non lo dice apertamente, ma lo fa capire: “Miro all’evocazione della festa del doge, sette podestà di Fermo erano veneti, su sette tre divennero dogi e a prenderli venne la reggia galleggiante di Venezia, con cui avevamo un’alleanza fortissima”.

FERMO – Lido di Fermo si trasformerà in un borgo medioevale con il Palio dei Sapori (12-14 luglio). “Sempre più attenti ai dettagli” sottolinea Adolfo leoni, il nuovo regista della Cavalcata dell’Assunta che precisa subito un aspetto: “La storia ci porta sul mare. Lido non è un luogo scelto a caso, ha una sua connotazione storica e culturale, condita di tradizione”. Il programma è pieno di novità, incluso un villaggio che farà davvero respirare il passato. “Vedete – aggiunge il regista - i piceni tenevano a Fermo perché controllava il mare, era un punto nevralgico sull’Adriatico”. E chissà che queste hostarie che scendono sul mare non possano essere il preludio per il recupero di una festa che fece grande la vicina Porto San Giorgio: quella del doge.

Leoni non lo dice apertamente, ma lo fa capire: “Miro all’evocazione della festa del doge, sette podestà di Fermo erano veneti, su sette tre divennero dogi e a prenderli venne la reggia galleggiante di Venezia, con cui avevamo un’alleanza fortissima”. Si vedrà, intanto c’è il we della Cavalcata dell’Assunta sul mare che è partita come iniziativa un anno fa e che quest’anno è stata confermata con convinzione dagli assessori Trasatti e Torresi. “E’ il primo vero momento che dà il via alle celebrazioni della Cavalcata, un evento che ha preso una sua identità. Non volevamo replicare le hostarie, ma darle un loro nuovo assetto. E ci siamo riusciti grazie anche alla collaborazione del vice presidente Andrea Monteriù, Maria Vittoria Ortenzi e Marilena Imbrescia”. Non più una scommessa: “Volevamo portare fuori dalle mura fermane la magia con i vestiti, i piatti tipici, i giochi tradizionali, le storie del passato riportate ai giorni nostri. Evocare è chiamare fuori ed è effettivamente quello che facciamo col palio dei sapori, per far conoscere ai turisti e a chiunque è lungo la costa quella che è la storia della città di Fermo” concludono soddisfatti gli organizzatori.

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