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Eventi

Storia, tradizione e voglia di raccontarsi: riparte la Cavalcata dell'Assunta

cavalcaleoni

I priori sono nominati, ma non si sottovaluti il simbolo di ripetere, anche solo formalmente, l’estrazione. «Nessuna autoreferenzialità – prosegue il regista – ma solo voglia di ripercorrere le radici di Fermo, tant’è che dopo la cerimonia in Duomo, torneremo in piazza".

di Chiara Morini

FERMO - Avrà pure 38 anni ma la Cavalcata dell’Assunta, versione 2019, la prima con il giornalista Adolfo Leoni in regia, presenta novità già dall’investitura, pardon nomina, dei priori,  domenica alle 21. E non chiamatela rievocazione perché Leoni lo dice espressamente: «Noi facciamo un’evocazione storica». La serata di domenica prossima servirà dunque a riscoprire la storia, a far avere una consapevolezza maggiore attorno alla Cavalcata; ancora punterà sulla spettacolarità, per risvegliare le coscienze dei fermani e non solo. Insomma riscoprire la storia aprendo le porte (fisiche e figurate) della Cavalcata stessa. «Vogliamo trasmettere a tutti come lavora la Cavalcata, e con che passione lo fa» puntualizza l’assessore Mauro Torresi.

«E’ un’emozione fare questo evento, con una nuova azione scenica, a 50 giorni dalla Pasqua, ovvero nella giornata di Pentecoste – commenta il vicepresidente Andrea Monteriù  - l’investitura dei priori era all’epoca un simbolo di rinascita della città». Quest’anno le contrade si ritroveranno in piazza, davanti a palazzo dei Priori, sotto la loggetta per intenderci, e il corteo muoverà verso il Girfalco. Ovvero verso il duomo, dove ci sarà l’investitura dei priori. «Con tanto di bussolotto inserito dentro le tre casse e con tanto di personaggi che le apriranno con le chiavi – spiega Leoni – faremo questo sia per la storia e sia per raccontare come si faceva all’epoca».

I priori sono nominati, ma non si sottovaluti il simbolo di ripetere, anche solo formalmente, l’estrazione. «Nessuna autoreferenzialità – prosegue il regista – ma solo voglia di ripercorrere le radici di Fermo, tant’è che dopo la cerimonia in Duomo, torneremo in piazza, sotto la loggetta e i priori giureranno di nuovo, di fronte la città. Poi l’apertura delle porte del Palazzo e la successiva chiusura: ripercorreremo il simbolo dell’entrata in servizio dei Priori stessi». E’ arrivato a marzo, Leoni, e da subito ha cercato di creare aggregazione, di eliminare gli individualismi, di far risvegliare la passione nei fermani di domani, oggi alunni. Le giornate nelle scuole, le passeggiate nella storia, la riscoperta delle contrade, stoffa della città, sono gli ingredienti della ricetta della Cavalcata targata “chef” Adolfo Leoni. «Il mio metodo è quello del giornalista: raccontare storie, quindi anche quella della Cavalcata. Cosa che si può fare in molti modi, con parole, foto, azioni sceniche come faremo domenica» chiude il giornalista/regista Adolfo Leoni

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