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Eventi

Il parco della Rimembranza, i cortili nascosti, i giardini del centro: il meglio di Fermo con FermoAttivo

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Il conservatorio Pergolesi come sempre ‘regala’ talenti alla città, come Bibi Iacopini regala racconti e percorsi ai turisti e agli stessi fermani che bramano di conoscere angoli sconosciuti, spesso celati da un portone.

FERMO – Un duo sax che unisce Cina e Italia per aprire Fermo Attivo, il conservatorio Pergolesi come sempre ‘regala’ talenti alla città, come Bibi Iacopini regala racconti e percorsi ai turisti e agli stessi fermani che bramano di conoscere angoli sconosciuti, spesso celati da un portone. Partendo dal cortile di palazzo Raccamadoro in piazza del Popolo che Carlo Iommi e signora hanno messo a disposizione dei curiosi. Una intimità violata per qualche ora, con gli uccellini che popolano alti cipressi e un albero centenario che rimangono in silenzio a osservare i visitatori inattesi, tra cui il prefetto Filippi e i vertici di polizia, carabinieri e finanza.

La macchina di FermoAttivo è partita, con i suoi pannelli, con la sua cartina che guida le persone tre i vicoli di Fermo. Quei pannelli che a ottobre il vicesindaco Francesco Trasatti vuole trasformare in un punto fermo, lanciando un bando per rinnovare e realizzare la nuova cartellonistica storica. “Una città piena di turisti, arrivati per ammirare Fermo e che si sono trovati nel mezzo dell’allestimento della manifestazione. Che spettacolo” introduce Iacopini.

La musica del Conservatorio è spesso il filo rosso che accompagna chi percorre il corso: “Danno il ritmo alla città, per noi sono un privilegio e sono contento che FermoAttivo puntando sulle bellezze abbia deciso di aprire con due studenti. Sono tanti i turisti in città, il calendario con questi ponti ci ha aiutato” prosegue il sindaco Paolo Calcinaro. Al suo fianco Patrizia Di Ruscio, la pittrice e musa di tante idee di Iacopini. “Tante altre città potrebbero prendere esempio da FermoAttivo, che sa valorizzare il centro storico” riprende il primo cittadino. “Noi ci mettiamo la passione, vedere le persone girare con la cartina in mano è una ricompensa. Sei anni sono faticosi. Il primo – riprende Patrizia Di Ruscio - è facile per tutti, poi ogni anni individuare un percorso diverso, fare la ricerca storica per la cartellonistica, ma per fortuna Bibi per mesi studia solo su questo, partendo dagli scritti di Manuela Vitali”.

Il percorso, partendo dal duomo e scendendo verso il teatro antico vuole dare risalto al parco della rimembranza, che è un monumento vivo che ricorda la grande guerra. “Abbiamo riposizionato i cartelli con i 314 caduti nativi fermani all’interno del polmone della città. Da lì si passa nella grande cavea dell’antico teatro romano”. Poi il belvedere di piazzale Azzolino e la chicca, grazie al vescovo Pennacchio, “che ci ha aperto due luoghi solitamente chiusi: il giardino dell’arcivescovado, pensile, piccolo e grazioso, e uno grande a cui si accede passando da via degli Aceti”. Un giardino che si trova sopra l’ultima cisterna romana. Aperto anche l’ex garage dei vigili urbani con una volta e tre colonne dell’ex chiesa di San Martino del 1156. Il resto? Lo trovate sulla cartina, sapendo sempre che i musei di Fermo sono aperti, dalle cisterne a quelli scientifici passando per la sala del Mappamondo e il teatro dell’Aquila. E tra una passeggiata e l’altra, venerdì sera, attendendo il Beer Fest del fine settimana, concerto jazz di una pianista argentina.

r.vit.

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