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Eventi

La meraviglia della storia in un museo: i Piceni e l'archeologia trovano casa a Torre di Palme

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Un sogno che si realizza: l’Edison ha deciso subito di avviare un percorso di studio, pubblicazione e valorizzazione che arriva oggi al museo. Scavi, restauro e allestimento del museo per ripercorrere tutte le tappe tipiche di un rinvenimento archeologico dopo la scoperta.

di Raffaele Vitali

FERMO – “La comunità si ritrova attorno a un nuovo museo che diventa occasione per un borgo che è parte di Fermo ma al contempo staccato. È un momento di comunità” introduce il vicesindaco Francesco Trasatti. “Ad aprile il nuovo allestimento dei musei in centro storico, poi la mostra sul ‘400 per tutta l’estate e la riapertura della Sala del Mappamondo. La primavera è un periodo fortunato per Fermo e la cultura”. Il sindaco Paolo Calcinaro parla nella gremita chiesa di Sant’Agostino. “Vederla piena fa bene, gratifica, emerge l’importanza del percorso avviato in collaborazione con l’Edison, con i suoi ingegneri. Mi ricordo quella mattina: ci fu un input forte della Sovrintendenza, di fare qualcosa di bello, di far sì che un ritrovamento durante un lavoro non fosse un imprevisto, ma una opportunità. Insieme entrammo nei locali della vecchia scuola. È partito da lì il percorso con l’ufficio tecnico del Comune e dell’architetto Valentini a cui abbiamo dato il là per una importante realizzazione è bello pensare che non tutti i bravi professionisti devono andare fuori per sapersi realizzare, anche questo territorio deve dare delle opportunità”. Il sindaco è convito che si possa ampliare la struttura: “I ritrovamenti sono stati così ampi, che possiamo crescere senza problemi rendendo ancora più ricco questo piccola frazione che fa parte dei Borghi più belli d’Italia".

Debutta a Fermo Marta Mazza, nuova sovrintendente ai beni architettonici delle Marche da pochissimi giorni: "Ho scelto di venire qui per come mi hanno spiegato i miei funzionari. Questo è un caso paradigmatico nel merito e nel metodo. Nel merito, penso a quanto ha scritto Carlo Birrozzi nel volume dedicato agli cavi “ricordando che anche dal punto di vista scientifico rappresentano un momento inedito e rilevante per la storia delle Marche”. Per il metodo, tre i punti chiave: "Hanno collaborato le professionalità che si riuniscono in una sovrintendenza, da archeologi ad architetti; hanno collaborato i tecnici del Ministero e i privati, ruolo cruciale quello di Edison con un affiancamento virtuoso, inclusi quelli che hanno fatto le vetrine che mi sono sembrate ben progettate; la progettualità è aperta, non ci si compiace di un monumento, ma si continua ad alimentare conoscenza e sapere per fare vera valorizzazione che non si limita al consumo”.

Il vescovo Rocco Pennacchio è nato a Matera, oggi capitale europea della cultura “per l’originalità di un sito che ha saputo mantenere viva la memoria della sua nascita. Qui ritrovo l’anelito che lega una comunità con le sue radici. Questa è la funzione di un museo archeologico, che auspico frequentato dai giovani che sono molto schiacciati sul presente”. Ma non si ferma qui il vescovo: “In un tempo in cui capita di riaprire chiese, finalmente non parliamo di una lesione, di una inagibilità, di una riapertura dopo il sisma ma di qualcosa di nuovo”.

"La festa del bello, nel senso più puro” sottolinea Gaetano Annunziata, ingegnere dell’Edison che aggiunge: “Una collaborazione esemplare nelal piccola Torre di Palme. Mi ricordo l’entusiasmo dei miei colleghi di fronte ai ritrovamenti, quasi a dimenticare il lavoro. Sentivano il peso della storia, quello che spero diventi un punto di riferimento per i giovani”. Che magari saranno attratti dalle chele di granchio avvolte nel filo di ferro che combattono il malocchio o dalle preziose ambre.

Torre di Palme non è la prima volta che diventa il centro di ritrovamenti. Dopo le prime due tombe, l’interesse è cresciuto. “Qualche settimane dopo – spiega il curatore della pubblicazione scientifica Giorgio Postrioti - è arrivata una seconda necropoli perfettamente conservata, con 19 sepolture tutte con corredo. “L’Edison ha deciso subito di avviare un percorso di studio, pubblicazione e valorizzazione che arriva oggi al museo. Scavi, restauro e allestimento del museo per ripercorrere tutte le tappe tipiche di un rinvenimento archeologico dopo la scoperta. Incluso lo studio scientifico, fondamentale per gli studiosi, pagato dalla Edison”.

Numerosi e diversi i materiali, “prelevati per restaurarli e poi riposizionati”, che sono emersi durante gli scavi. “Tra le tombe alcune si segnalavano non solo per la particolare ricchezza del corredo, ma per il fatto di essere esemplificative della cultura materiale del periodo piceno. Da due tombe abbiamo estratto quanto è in mostra, perché al loro interno c’era tutto quanto necessario mostrare”. Al momento in esposizione c’è il materiale della tomba femminile e di quella infantile, ma manca quella del guerriero: “Per questo il Comune ragiona sull’ampliamento” conclude Postrioti.

Fondi comunali, fondi regionali per l’Iti urbano destinati agli allestimenti museali, ecco le risorse. “Un percorso di conservazione e valorizzazione che gratifica la pubblica amministrazione. L’inaugurazione di un museo e la presentazione di un libro dimostra la vivacità della città. Siamo una regione attrattiva. Serve una promozione importante, perché i turisti e i marchigiani, possano conoscere. Il mio impegno è di far sì che nei social e mezzi che la Regione usa il nuovo museo entri e venga promosso” conclude l’assessore regionale Moreno Pieroni prima di immergersi nella storia insieme con il rettore che partendo dalal cultura guarda sempre al futuro, Sauro Longhi della Politecnica delle Marche.

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