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Eventi

Tipicità, il gate di Fermo, entra nel cuore della città: libri, musica, risate e il teatro di De Santis

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Imperdibile il ‘dopofestival’ di Tipicità: “All’Auditorium di San Filippo Neri organizzato con Lagrù, unendo risate e buon cibo” sottolinea Trasatti.

FERMO – Tipicità in the city, il fuori festival del food (9-11 marzo). “Per il quarto anno colleghiamo i padiglioni del Fermo Forum al centro della città. Un’idea del dirigente Di Ruscio che abbiamo ampliato passando da Palazzo Romani Adami a più angoli di Fermo. Appuntamenti che non inficiano la programmazione del Fermo forum, ma arricchiscono il programma”.

La presentazione di un libro, quello di Claudia Casadei dedicata alle scuole della città, spettacoli teatrali e concerti: “Ingresso gratuito per chi si presenta con il biglietto di Tipicità aa tutte le iniziative in centro. E non solo, perché con il biglietto del festival ci sarà lo sconto per i musei”. Imperdibile il ‘dopofestival’ di Tipicità: “All’Auditorium di San Filippo Neri organizzato con Lagrù, unendo risate e buon cibo” sottolinea Trasatti. Lagrù in realtà sarà protagonista anche dentro il Fermo Forum, ma fuori salone “si abbina la comicità con la cultura, penso all’agronomo Daniele Paci che un anno fa ci ha educato facendoci divertire” aggiunge Daniela Gurini. Ci sarà Cesare Catà tra il grembo di Tipicità e il grembo della Regione Marche raccontata tra filosofia e dialetto insieme con un gruppo di artisti, come Jump It e Gallucci. Poi ci sarà lo chef del Tiglio, Enrico Mazzaroni, e Paolo Isabettini, architetto di Tolentino che ha dato vita con un gruppo di amici al progetto DajeMarche. “All’interno del Dopofestival, di far partecipare alcune delegazioni internazionali, sono ben otto, avendo la Grecia come Paese ospite con il suo gruppo di ballo” riprende Trasatti.

Lunedì è il turno di Gaia Dellisanti alla Sala degli Artisti dove si esibirà con Francesco De Santis, partito da Montegranaro e salito sui palchi italiani per rompere l’omologazione del pensiero. “Quella che lo voleva a Montegranaro per forza legato a un calzaturificio e che invece – spiega la Dellisanti – lui ha cambiato, rompendo la monocultura. Insieme si riderà, a volte a denti stretti”.

Il connubio nato quattro anni fa tra chi promuove il made in Marche e il cuore della città dove tutto è nato, ha convinto Angelo Serri e Alberto Monachesi, le anime di Tipicità: “In Italia e in Europa abbiamo portato questo format che vuole il festival come un gate, la porta di accesso in entrata e in uscita di Fermo. Noi siamo il luogo che veicola la bellezza della città. Ovunque, dalla Grecia all’Albania, da New York a Milano”. Non resta che salire sull’aereo e viaggiare tra il bello e buono delle Marche, facendosi conquistare anche dal Blues di Ameno, il comune che ha adottato Fermo dopo il sisma e che sarà protagonista con uno spettacolo sabato pomeriggio al teatro dell’Aquila con tanto di aperitivo a base di prodotti tipici.

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