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Eventi

I migliori sassofonisti d'Europa seguono le note di Mazzoni e suonano a Fermo

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Non facile organizzare, anche qualcosa che vive da oltre vent’anni. “Se dopo 23 anni abbiamo ancora il supporto del Conservatorio, e ogni direttore non ha mai messo in discussione il festival, alla Fondazione fino al Comune, quart’anno più vicino ancora”.

FERMO – Un sax argentato del 1910 domina sul tavolo. Un pezzo unico, da collezione, marchiato J. Adolphe SAX. “Magari fosse il mio” sorride il maestro Mazzoni, che con quello strumento gira per il mondo. In realtà è di Raffaele Cimica, studente sorridente seduto nelle poltroncine dell’auditorium Billè.

Domani si apre il 23esimo Stage internazionale del saxofono tra seminari, incontri e concerti. Fondamentale il contributo della fondazione Carifermo, “altrimenti non saremmo qui”, e del Comune. “Due corsi del conservatorio sono coinvolti, insieme ai docenti e al direttore Verzina. Il festival è come un vino di qualità, più aumentano gli anni e più cresce il pregio”. Una vetrina per il Pergolesi, ma per tutta Fermo visto che arrivano maestri di rilievo mondiale. “Un momento culturale e turistico a colpi di note” aggiunge il presidente Carlo Verducci.

Il direttore incassa l’organizzazione di Massimo Mazzoni e della professoressa: “Una valenza aggregativa oltre che didattica. Tre giorni di incontro tra studenti e docenti di ogni angolo d’Europa. E parliamo dei massimi esponenti. Spero che la città partecipi”. 

Non facile organizzare, anche qualcosa che vive da oltre vent’anni. “Se dopo 23 anni abbiamo ancora il supporto del Conservatorio, e ogni direttore non ha mai messo in discussione il festival, alla Fondazione fino al Comune, quart’anno più vicino ancora”. Il clou è il concerto del sabato sera al teatro dell’Aquila con 70 sassofonisti: Solo il grande palco del nostro gioiello poteva ospitare una orchestra così imponente”. La benzina sono i ragazzi: “Ho avuto un momento di flessione, mi hanno dato la spinta. C’è chi è arriva da stagista, poi torna da studente e addirittura da professore. Lo stage è spesso servito anche per far conoscere il Pergolesi in Italia e in Europa”.

Edizione ricca, tra didattica e artistica: uno spagnolo, un francese e una inglese sono i tre grandi maestri attesi sul palco. “Abbiamo così aperto un legame con il conservatorio di Birmingham, la prima istituzione inglese che si relaziona con il Pergolesi. Diversi i momenti, tra cui quello in abbineremo classico e jazz con il Bach in black, tenendo sempre alta l’attenzione ai giovani, sui sassofonisti talentuosi, come i due che hanno vinto il premio di migliori studenti a Milano (Mazzoni ha fatto parte della giuria) negli ultimi due anni”.

Spicca anche Loiacono, per spessore artistico, tra gli ospiti. I concerti il venerdì e la domenica mattina si terranno al conservatorio, mentre sabato sera spazio al teatro dell’Aquila con la Sonora Junior Sax, 70 giovani sassofonisti accompagnati da alcuni tutor e poi da accompagno ai tre super ospiti. “La collaborazione con il conservatorio è uno dei punti fermi della nostra città, è un arricchimento. Andiamo avanti, superiamo le problematiche, le avversità, come spazi e fondi sempre carenti. Conoscendo la qualità del lavoro di Mazzoni non abbiamo avuto dubbi nel mettere a disposizione il teatro dell’Aquila” aggiunge Francesco Trasatti.

Ingresso gratuito a tutti i concerti, nelle prime file non mancheranno i 35 gli studenti di sassofono, due le classi al Pergolesi, con a fianco gli alunni dello stage, dai 12 ai 18anni, “ma non mancheranno i ventenni” conclude Mazzoni.

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