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Guida Michelin: lo chef Uliassi nel gotha con la terza stella. Niente stella per l'Emilio del fermano Danilo Bei

uliassi mauro

Una strada lunga la sua, ma non parla di sacrifici lo chef stellato. “Ho aperto nel 1990 con l’allegria, eravamo una banda di bambini che sognavano di fare i ristoratori".

SENIGALLIA – Il marchigiano Mauro Uliassi del ristorante Uliassi di Senigallia conquista per la prima volta le tre stelle Michelin e porta a dieci i ristoranti italiani che «meritano il viaggio» nella Guida Michelin Italia 2019. Il commento a caldo è con una citazione: “Penso alla giornalista Emanuela Audisio che parlando della felicità scrisse è ‘una doccia di stupore che vorrei non finisse mai”. Questo è il modo straordinario per definire la felicità pura che sto vivendo”.

Una strada lunga la sua, ma non parla di sacrifici lo chef stellato. “Ho aperto nel 1990 con l’allegria, eravamo una banda di bambini che sognavano di fare i ristoratori. La leggerezza ci ha seguito, ma abbiamo fatto sempre attenzione allo stress, non bisogna farsi prendere dalla voglia di fare tutto. Si entra altrimenti in sofferenza io e gli altri. noi chiudiamo tre mesi all’anno, due giorni a settimana: abbiamo costruito il ritmo per il privato, per la passione e il talento”.

Più difficile oggi emergere? Quando abbiamo iniziato c’era una situazione economica molto diversa e se avevi voglia e forza per lavorare, in tre anni rientravi nell’investimento e provavi a cresce. Oggi, fare un investimento oggi è molto complicato, c’è una grande incertezza economia”.

Uliassi entra nel super club con Massimiliano Alajmo, Le Calandre a Rubano (Padova); Massimo Bottura, Osteria Francescana a Modena; Chicco Cerea a Brusaporto (Bergamo); Enrico Crippa, piazza Duomo a Alba (Cuneo); Annie Feolde e Riccardo Monco, Enoteca Pinchiorri a Firenze; Norbert Niederkofler , St.Hubertus a San Cassiano (Bolzano); Niko Romito, Reale a Castel di Sangro (L'Aquila); Nadia e Giovanni Santini, Dal Pescatore, a Canneto sull'Oglio (Mantova), Heinz Beck, La Pergola, a Roma.

Le stelle Michelin hanno un peso chiave visto che c'è un turismo del gusto di viaggiatori che attraversano l'Italia facendo tappa esclusivamente nei ristoranti stellati Michelin seguendo un calendario scandito dalla raccolta dei tartufi, dalla vendemmia, dalle prime ciliegie di Vignola. Resta una certezza, l'omino Michelin che quest'anno compie 120 anni e lo scorso primo ottobre a Times Square, nel cuore di New York, è stato riconosciuto come «icona del Millennio», da Adversiting Week, la Bibbia dei professionisti Usa di marketing, pubblicità e tecnologie. 

Confermati i ristoranti con due stelle Michelin di un anno fa, mentre una sorpresa negativa arriva da chi aveva una stella Michelin. Il ristorante Emilio di Fermo, guidato dallo chef Danilo Bei fresco di nomina come ambasciatore del tartufo in Toscana, ha invece perso quanto con fatica e merito conquistato anche un anno fa ed è così uscito dalla prestigiosa guida. Dove sperava di entrare il giovane Nikita di Porto San Giorgio, ma il suo è solo un rinvio a detta dei critici.

Raffaele Vitali

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