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Idee rivoluzionarie, lavoro e guerra: il pennello di Baratella in mostra tra Pedaso e Ascoli

Alle 18 il taglio de nastro della personale a Pedaso, all’interno della Galleria Marcantoni, il luogo senza spazio, l’angolo di mondo incastonato nella provincia di Fermo, a due passi dal mare.

 


PEDASO/ASCOLI PICENO – E’ il fine settimana dell’arte. Oggi Pedaso, domani Ascoli, con un solo protagonista: Paolo Baratella, pittore bolognese degli anni ‘70. E proprio le opere del ventennio 1960-1970, ‘Gli anni della passione’, potranno essere ammirate in due location di per sé uniche.

Alle 18 il taglio de nastro della personale a Pedaso, all’interno della Galleria Marcantoni, il luogo senza spazio, l’angolo di mondo incastonato nella provincia di Fermo, a due passi dal mare. In quel ventennio l’Italia ha cambiato volto e le idee, molte rivoluzionarie, hanno preso piede, guidando cambiamenti sociali. “Le opere di Baratella parlano e traspirano di tutto ciò. Artista militante nel senso più culturale e creativo del termine è figlio della Milano post bellica, dell'atmosfera di ricostruzione Intellettuale della Brera anni sessanta” sottolinea Marcantoni.

Con Mariani, Spadari e De Filippi l’artista era inserito nel “Gruppo dei milanesi”. Chi varcherà la porta della Galleria ammirerà tele che raccontano la sofferenza, il non riconoscersi in una realtà stretta e bugiarda, la continua ricerca di giustizia di un artista colto e sensibile. “Le sue opere sono un costante rimando alla mitologia, ad eroi parafrasati e smitizzati, figure moderne che rivivono in un mondo antico idilliaco popolato da fiere e personalità meschine, dittatori del mondo contemporaneo”.

Domani, invece, ad Ascoli Piceno nella sala ‘Cola dell’Amatrice’, sempre alle 18, verrà presentato il quadro Compiato-quattordicidiciotto-la grande guerra. Un’opera che esula dalle altre, che racchiude in sé le date del conflitto. “Il motivo dell'interesse “artistico” per questo lacerante periodo storico va ricercato nella data di nascita dell’autore, il 1935. Cresce quindi Baratella in una famiglia duramente segnata dalla grande guerra".

In occasione del centenario dallo scoppio del conflitto, il pittore, che sarà presente ad Ascoli, si è dedicato al recupero della memoria di un disastro che ha scosso il mondo. Lo ha fatto con opere di grandi dimensioni. “L'attenzione dell'artista è rivolta ai sopravvissuti “feriti nella mente”, ai soldati fanti che nelle trincee di tutta Europa patirono la condizione traumatica della staticità nelle trincee a fronte della dinamica tecnologica del bombardamento incessante delle opposte artiglierie sulle postazioni nemiche” concludono i curatori. Le due mostre resteranno aperte fino al 10 marzo dalle 117.30 alle 20 tutti i giorni tranne il lunedì.

@raffaelevitali


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