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Filofest, il festival che fa pensare e porta conoscenza. 'Stiamo imbarbarendo, diamo spazio alla cultura'

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La due giorni dedicata al festival che vuole portare il pensiero nei luoghi della quotidianità parte da piazza del Popolo a Fermo, dall’ArtAsylum, il bar che esce da ogni canone sotto i portici di piazza diventando una volta al mese galleria d’arte.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Scontiamo un gap e un imbarbarimento culturale notevole. Se parliamo di economia, sono tutti economisti. Parliamo di ingegneria, tutti si sentono Renzo Piano, se parliamo di vaccini son tutti esperti: qualcosa non funziona. E quindi una manifestazione che ha come obiettivo far pensare e portare conoscenza è importante, è un piccolo tassello”. Bisogna ascoltare ‘chi sa’, chi ha studiato, chi ha competenza: “Questo accade al Filofest, questo sarebbe bene accadesse ogni giorno in ogni tema. È un momento in cui si esce dall’odio viscerale dell’uno contro l’altro”. Basterebbero queste parole di Francesco Giacinti, consigliere regionale, per spiegare il potenziale del Filofest, la sua importanza.

La due giorni dedicata al festival che vuole portare il pensiero nei luoghi della quotidianità parte da piazza del Popolo a Fermo, dall’ArtAsylum, il bar che esce da ogni canone sotto i portici di piazza diventando una volta al mese galleria d’arte.

Cuore del Filofest, venerdì e sabato, è Ortezzano, con un’anteprima a Pedaso. Il tema è il ‘Ripensare la cura’ in modo da andare oltre la medicina, parlando di sorriso, natura, conoscenza. “Vogliamo prenderci cura di noi attraverso differenti possibilità” sottolinea Domenico Baratto, ideatore del festival e guida dell’associazione Wega. Il prequel è stato affidato alla presentazione del libro di Frate Mago, “che cura attraverso il sorriso”. Poi Vito Mancuso, “con l’idea di cura come creazione di empatia tra persone”. passaggio a Lido con il focus sulla parola.

Appuntamento a Pedaso domani sera per il debutto del ‘Filosofotto’ di Piero Massimo Macchini, uno spettacolo nuovo coprodotto da Filofest e La Grù. Si parte in realtà alle 18 la passeggiata ‘Riprendiamoci la vita’, il cammino che cura. A seguire la cura del cibo con cozze e Chardonnay al Matepaya e lo spettacolo di Macchini, la cura attraverso l’humor. “Il provincialotto è diventato un guro con Marke-ting, ora diventerà un filosofo. Vogliamo che la comicità invada spazi sempre nuovi. Aprire la filosofia al teatro comico è motivo di orgoglio” spiega Priscilla Alessandrini.

Una rete che cresce quella del Filofest, “senza integrazione non si va da nessuna parte” ribatte Baratto. Soddisfatto il vicesindaco di Pedaso, Bruti: “Condividiamo con Baratto la collocazione di Pedaso, che è il filo che unisce approfondimento e leggerezza”. “Noi siamo di Amandola e siamo affezionati ad Amandola, ma ci piace arrivare al mare. Poi si sale verso la collina”. Questo grazie alla disponibilità della sindaca di Ortezzano, Giusy Scendoni. “Dopo Carboneide, Ortezzano cambia e accetta la nostra sfida mettendo a disposizione la sua piazzetta gioiello sotto la torre” prosegue mister Wega.

Ricco il programma. Venerdì inaugurazione del festival con tre filosofi, Umberto Curi (UniPd), Roberto Mordacci (preside facoltà San Raffaele di Milano) e Luigi Alici (Unimc). A seguire il professor Garlaschelli insieme al figlio per un aperitivo musicale affidato alla pro Loco di Ortezzano. Poi il ritorno di Umberto Galimberti che parlerà della cura rivolta ai giovani. “Il tutto sotto la torre meravigliosa”. Sabato si parte con la colazione filosofica, “si parla di filosofia con Francesco Giacchetta. A seguire il focus sulla formazione professionale. “Una tavola rotonda per capire dove stiamo andando, su cosa migliorare. Qui abbiamo il supporto della regione Marche, il dirigente Cestarelli e il funzionario Chiacchio. Parteciperanno Paola Vachcina, Cna, Confindustria, enti di formazione professionale” prosegue Baratto. Chiusura con ‘A cena con Socrate’ preparata dai tre ristoranti di Ortezzano.

Il dirigente Cestarelli un anno fa è stato protagonista della prima tavola rotonda, ora torna, per capire ancora meglio il mondo in cui si muove e che cerca di rendere migliore, quello della formazione. “Un momento di confronto, avendo la Regione fatto delle scelte di programmazione che privilegiano le filiere produttive. Cappello, calzatura e agroindustriale oltre che trasformazione legata alla tipicità. Ci sono nuovi progetti anche legati al recupero del territorio. Parleremo anche di orientamento come primo approccio rispetto alle scelte che i ragazzi faranno nel percorso studi”. La Regione promuove Wega, “che intercetta una fascia di età tra chi è in obbligo formativo fino alla riqualificazione degli occupati”.

Un focus sarà dedicato al nuovo bando del 2019 sui voucher formativi: “Il disoccupato e inoccupato avrà dei voucher da spendere in corsi legati agli enti di formazione. Un modo che ci servirà per capire anche quello che il territorio chiede a livello di professionalità”.

L’ascolto del territorio è una delle parole chiave. “Dopo 4 anni di investimento sulla filosofia per qualificare e diversificare la proposta culturale e turistica con Carboneide, ispirato al latinista Giuseppe Carboni. Quest’anno cresciamo unendoci al Filofest che porta nomi illustri e alti contenuti” aggiunge Giusy Scendoni che vede in questo percorso il modo migliore per promuovere Ortezzano.

Dove c’è formazione, ci sono Provincia e Regione. “Il tema ‘Ripensare la cura’ attraverso la cultura è perfetto. Solo la cultura può far diventare la società migliore. I sindaci sentono in primis la necessità di far crescere la cittadinanza e essere riuscito a legare i comuni del territorio è un merito del filofest. La nostra provincia è piena di cultura, ma la stiamo dimenticando, grazie a Baratto che la riporta in auge” conclude la presidente Moria Canigola. E grazie anche, conclude Baratto, al grafico Fausto Medori che ha saputo abbinare la parola svedese Omtanke, che significa cura, al Filofest.

@raffaelevitali

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