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Ridisegnare e rigenerare le città, la sfida degli architetti anche a Fermo passa per le menti delle giovani laureate

architetta

Guardando a Fermo, dove a guidare l’ordine è il presidente Giovanni Ripani, non cambia la situazione. Se non per i numeri, visto che la neonata provincia è quella che conta meno professionisti: sono 326 quelli iscritti a Fermo, contro i 677 di Ascoli piceno, che ha il record regionale.

FERMO – Il futuro è donna, almeno tra gli architetti. Sono i numeri a dirlo. Se tra gli over 50 il dominio maschile è impressionante, nella fascia under 30, ovvero i neo laureati, è la parte femminile che sta prendendo sempre più piede. Nelle Marche, emblematico è il caso di Ancona dove tra i professionisti “over 51” si contano 207 uomini e 84 donne, ma il dato cambia considerevolmente andando ad analizzare i numeri degli “under 30” che vedono le architette di molto superiori agli architetti, 21 contro 3. Le donne architetto nelle Marche sono 1.354, gli uomini, invece, 1.544. 

Guardando a Fermo, dove a guidare l’ordine è il presidente Giovanni Ripani, non cambia la situazione. Se non per i numeri, visto che la neonata provincia è quella che conta meno professionisti: sono 326 quelli iscritti a Fermo, contro i 677 di Ascoli Piceno, che ha il record regionale, addirittura superiore ad Ancona con 673. Anche per Ripani più uomini over 50, 183 a 143, mentre le donne sono maggioranza tra i 41 e i 50 anni e tra le under 30, 11 contro 5.

L’architettura ha di fronte a sé numerose sfide in cui le idee dei giovani potrebbero giocare un ruolo da protagoniste: “Anche nel nostro Paese, così come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, devono essere messi in atto imponenti programmi di rigenerazione urbana incentrati sulla cultura dello spazio edificato - afferma Giuseppe Cappochin, presidente nazionale che rappresenta gli architetti residenti in Italia,oltre 155 mila di cui 2898 sono nelle Marche.  - che richiede un giusto equilibrio tra gli aspetti culturali, sociali, economici, ambientali e tecnici della pianificazione, della progettazione, della costruzione e del riuso adattivo, nell’interesse pubblico del bene comune. Per realizzare rigenerazioni di città che diventino sempre più luoghi desiderabili dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi: un luogo attrattivo, dunque, da tutti i punti di vista”.

@raffaelevitali

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