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Il sommelier che ama insegnare: il fermano Stefano Isidori alla guida dell'Ais Marche

isidoribottiglie

Lo sguardo burbero iniziale del professore del Tarantelli diventa un piacevole incrocio di occhi non appena inizia a parlare e a spiegare il vino, le sue proprietà e il miglior abbinamento con il cibo che si è scelto.

di Raffaele Vitali

FERMO – Per molti è il prof, per altri è il sommelier, per tutti è l’esperto di cui fidarsi. Lo è da sempre per il fermano, lo è da poche ore per le Marche. Stefano Isidori è il nuovo presidente dell’associazione italiana sommelier delle Marche.

Tre seggi per 1500 soci che non hanno avuto dubbi: la persona al posto giusto è lui. È volato il tempo da quel 2008, quando venne selezionato tra i migliori sommelier d’Italia, partendo dalla piccola Marche. Ne ha fatta di strada da quelle selezioni che oltre alla competenza valutavano la capacità di esposizione e di padronanza del linguaggio anche non verbale- gestualità, espressione, tono di voce e il dress code.

Difficile trovare Isidori con la camicia fuori posto o la cravatta non annodata alla perfezione. Di certo lo sguardo burbero iniziale diventa un piacevole incrocio di occhi non appena inizia a parlare e a spiegare il vino, le sue proprietà e il miglior abbinamento con il cibo che si è scelto.

Isidori, classe 1965, dal 1998 fa parte dell’Ais, l’associazione italiana sommelier. Nato a Fermo, si è diplomato all’alberghiero di San Benedetto. Non figlio, ma nipote d’arte, visto che lo zio è un cuoco affermato che gli ha permesso di muovere i primi passi tra i tavoli. Nel 2002 diventa il delegato Ais per la provincia di Fermo, ruolo che oggi deve lasciare per l’incarico regionale.

Insegnante del Tarantelli, lo si incontra nei banchetti dove i ‘suoi’ ragazzi gestiscono tartine e bottiglie come il miglior catering. Tante le iniziative che ha tenuto a battesimo con cui ha saputo avvicinare le persone al vino, alle sue qualità. Con lui è nata «Falerio una Doc d’aMare» e con lui è cresciuta Tipicità. Ora le nuove sfide, sempre continuando la sua formazione per gli alunni dell’alberghiero: “Voglio dare una sede di proprietà all’Ais e potenziare la formazione”. Al suo posto, a Fermo, Barbara Paglialunga.

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